Celle Enomondo

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Celle Enomondo, di origine antichissima, il cui toponimo di origine latina (cellae-cellarum) sta a significare un luogo di raccolta dell’annona militare, nel X secolo possedeva un castello ed era attraversata da un'antica strada romana che da Dusino San Michele, conduceva al Borbore. Il nome attuale, venne proposto nel secolo scorso da un consigliere, per distinguere Celle dai numerosi omonimi. Al nome Celle si fece seguire quello della parola greca oinos (vino) e quella latina mundus (puro). Attribuendo al paese, produttore di Barbera, il significato di cantina del vino puro.

Celle fu infeudata a più riprese dalle più note famiglie astigiane. Della famiglia Ramelli di Solbrito, val la pena segnalare l’abate lateranense Giovanni Felice (1666 - 1741) abilissimo miniaturista chiamato a Roma da Clemente XI a custodire i codici miniati della Biblioteca vaticana.

Su un'altura sorge la parrocchiale di Sant'Agostino Abate, ricostruita negli anni Sessanta, sui resti di quella precedente. L'edificio conserva il campanile romanico in mattoni a vista, un affresco del secolo XVI nell’abside, e all’interno, qualche arredo del periodo barocco. Nel territorio del comune, si trovano innumerevoli piloni e ben quattordici cappelle votive, testimonianza della religiosità della sua popolazione.

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Comune di Celle Enomondo (AT) CAP 14010
Abit. 468 m. 234 s.l.m. Patrono San Rocco
Municipio tel 0141.205130 celle.enomondo@ruparpiemonte.it

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