Cenni Storici su Mons. Giovanni Battista Rossi,
Fondatore dell’ospedale S. Giuseppe.
Il grande castelnovese Avv. Sebastiano Filipello è stato lo storico più preciso a tratteggiare la figura di Mons. Giovanni Battista Rossi con una pubblicazione del 1933, dalla quale traggo, quasi testualmente, questi brevi e meravigliosi cenni storici. Can. Lorenzo Bertagna
Mons. Rossi Giovanni Battista nacque a Cavallermaggiore (Cuneo) nel 1838. Studiò nei Seminari diocesani e, divenuto prete, fu insegnante di fisica e di matematica nei Seminari di Bra e di Chieri. Dietro regolare concorso fu nominato Prevosto Vicario Foraneo della Parrocchia di Sant’Andrea Apostolo in Castelnuovo d’Asti nel 1870 e prese possesso della medesima il 20 agosto.
Nel discorso d’ingresso, siccome la Chiesa di S. Andrea era parecchio malmessa, aveva detto: «I sun piame ‘na spusa bruta e mal vestia» («Mi sono preso una sposa brutta e mal vestita»), indicando così che, ad appena un anno dalla sua venuta, avrebbe intrapreso con audacia e intelligenza l’opera di restauro e di decorazione della sua “sposa”.
Il lavoro fu eseguito negli anni 1871-1872 dai migliori pittori piemontesi, quali Morgari Paolo Emilio, Morgari Rodolfo, Morgari Pietro, Marchisio Andrea, Inglaris Tommaso.
Decorata la Chiesa e ornata, nelle cappelle dell’Addolorata e del Rosario, delle statue di S. Pietro e di S. Paolo, di Santa Lucia e di Santa Apollonia, fece costruire la nuova sacrestia, dotandola di spaziosi armadi e di meravigliosi paramenti.
Abbellì il Battistero con un delicato altorilievo dello scultore Antonio Brilla, raffigurante il Battesimo di Gesù.
Curò il restauro della facciata della Chiesa, opera dell’arch. Ferdinando Cheronesi.
Restaurò le numerose cappelle campestri ed in ricordo del padre, che si chiamava Sebastiano, fece edificare alla Fomaca la graziosa cappella di S. Sebastiano.
Un’altra opera che va ricordata è la costruzione dell’ospedale S. Giuseppe, che per quei tempi rappresentò non solo una pregevole costruzione con quei begli archi di porticato, ma soprattutto una benemerita istituzione a favore degli anziani. Lui stesso ne riconobbe il valore sociale e religioso, facendo scolpire, dallo scultore Brilla, i busti marmorei dei due principali benefattori.
Subito dopo, curò la costruzione della Cappella e del Salone-teatro nell’oratorio parrocchiale.
Sostituì la fatiscente Cappella di S. Rocco, che si trovava nell’attuale Largo Mons. Bertagna e che fu abbattuta a cura del Comune, con la attuale Cappella di S. Rocco.
Infine, prima di lasciare l’amata parrocchia, lanciò l’iniziativa di erigere un monumento a Don Bosco, nel 1893.
Con un comitato, capeggiato dal Sindaco Geom. Comm. Aventino Musso e dal Parroco, si esaminarono ben 25 progetti di monumento.
La Commissione, per scegliere, si avvalse della competenza del Sindaco, del Parroco, del Salesiano Don Ernesto Vespignani e di periti torinesi, quali Odoardo Tabacchi e Carlo Ceppi. Il monumento fu inaugurato nel 1898, con la dedica: “A Don Bosco la patria”.
Come pastore, fu intraprendente al punto da compilare un Catechismo con domande e risposte che fu preso come esempio dal famoso Catechismo di S. Pio X.
Resse la parrocchia fino al 1894, allorché fu nominato Vescovo di Pinerolo, dove morì nel 1922.
La sua memoria rimane in benedizione.
Mombello, 16 dicembre 2006
Can. Bertagna Lorenzo, Parroco.