Dai selettori
alla selezione di api e miele

Silvano Bocca

L’uomo da sempre ha cercato di comunicare a distanza: dai rudimentali segnali di fumo degli indiani a quelli con specchi, di giorno e lumi, durante la notte — in Valle d’Aosta, fra i castelli dei Challant — al telegrafo ottico di Cappe, usato da Napoleone per comunicare, in sole due ore da Parigi a Milano.

Tutti questi mezzi di comunicazione sono solo monodirezionali o passivi, come saranno ancora i giornali e pure i modernissimi SMS.

Consideriamo invece i mezzi di comunicazione bidirezionali che hanno un alto grado di interattività ed un futuro tecnologico difficilmente immaginabile; per noi, pensionati Stipel, Sip o Telecom, più o meno anziani, ci piace soffermarci sulle comunicazioni telefoniche, cercando i ricordi della vita lavorativa, agganciandoli al presente se non addirittura al futuro.

I pensionati relativamente giovani — quelli dell’ultimo decennio — probabilmente conserveranno nella propria mente le centrali elettroniche, chi invece ha abbandonato il lavoro alla fine del secolo scorso od all’inizio del 2000, probabilmente parla ancora di centralini a relais e forse di selettori a sollevamento e rotazione, mentre dei tavolimanuali con operatrici e cordoni, ne avranno solo sentito parlare, ma fermiamoci ai selettori... quelli che anche l’oggi apicoltore, Silvano Bocca ricorda.

“Selettori ed api”, “Che ci azzecca” direbbe Di Pietro, ma vi assicuro che — forzando un poco la fantasia — c’è attinenza: con il sollevamento e poi la rotazione, il selettore cerca... come l’ape, carica di polline che cerca il favo libero e ne ispeziona le cellette per scegliere quella in cui deve deporre il proprio nettare...chiaro? o no!

Silvano Bocca è nato a Torino 64 anni fa ed io lo considero quindi un pensionato giovane, ma nella sua vita lavorativa è stato particolarmente versatile, anche se sovente per necessità; così si racconta:

“... mentre studiavo — mi sono diplomato nel ’67 in telecomunicazioni — aiutavo mio padre che gestiva una piccola impresa edile e così ho imparato prima a fare il manovale poi il muratore...”

Nel ’71 Silvano entra in SIP, dopo aver fatto due altre esperienze lavorative: il tecnico audio in RAI — due o tre contratti a tempo determinato — ed il disegnatore d’impianti elettrici; l’iter telefonico è subito iniziato agli IIS, seguendo un periodo di rodaggio sia agli impianti che alla manutenzione per concludere ai collaudi.

A questo punto il nostro Bocca mi ricorda un particolare, per me abbastanza commovente, e così riprende:

“...ho fatto parte dei tuoi invitati al ristorante La griglia di Pino, per il pranzo — organizzato da Spelta, ricordo — con il quale, alla fine del 1976, hai festeggiato l’addio alla tua vita fra i telefoni....”

La pensione per il nostro intervistato arriva nel 2003, dopo tre anni di mobilità; ricorda i tre ingegneri che mi hanno sostituito ai collaudi IIS: Eri, Fontana e Ferrari, poi il reparto — quello che, ricordo con orgoglio, ho fatto nascere il primo gennaio 1961 — è stato assorbito dagli Impianti.

Bocca conserva alcuni ricordi specifici del proprio lavoro come i centralini di Questura e Prefetture, prima di proprietà privata poi passati alla Telecom con l’elettronica:

“...erano clienti che richiedevano particolari attenzioni anche in tempi di reperibilità” ricorda e, con rinnovato piacere sottolinea:

“... però la maggior soddisfazione me l’ha data il nuovo impianto al Comune di Torino... l’ho seguito come istallazione ed anche con il collaudo, rapportandomi con l’architetto Dolcetti, all’epoca del sindaco Castellani...”

In seguito ha curato i clienti business—one, quelli che davano maggior utile all’Azienda; gli tornano alla mente i nomi degli avvocati Grande Stevens e Chiusano... e conclude: “...in Telecom i lavori che ho fatto mi sono piaciuti tutti! tranne — forse — il breveperiodo trascorso al Commerciale — ricordo Ivaldi — subito prima di andare in mobilità”.

La vecchia passione per la natura era rimasta nel DNA di Silvano Bocca che aggiunge:

“... nell’88 siamo venuti ad abitare a Pino, nella casetta — ristrutturata ed ampliata mettendo a frutto le esperienze giovanili di muratore — dove aveva abito mio padre... nell’anno del pensionamento sono arrivate anche le api...”

Oggi, l’Azienda Agricola Bocca Silvano di Via Mongreno 25/6 in Pino Torinese, pur essendo una piccola azienda a conduzione familiare, come lui e Luciana, sua moglie tengono a precisare, è specializzata nella produzione di miele; il loro pieghevole di diffusione — curato dal figlio medico — in un capitolo intitolato “Il miele e la medicina”, spiga le caratteristiche di ogni singola varietà.

Pappa reale, miele e polline, propoli e cera d’api, sono i prodotti che il nostro pensionato seleziona con la stessa cura che aveva per... i selettori telefonici? Certamente sì!

adriano fogliasso

Pino Torinese 14 aprile 2011