{"id":834,"date":"2021-01-08T20:09:00","date_gmt":"2021-01-08T19:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/lacabalesta.it\/social\/?p=834"},"modified":"2021-02-26T12:03:38","modified_gmt":"2021-02-26T11:03:38","slug":"il-ritrovamento-delle-tavole-di-vezzolano-e-la-raccolta-fondi-per-il-restauro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/lacabalesta.it\/social\/2021\/01\/08\/il-ritrovamento-delle-tavole-di-vezzolano-e-la-raccolta-fondi-per-il-restauro\/","title":{"rendered":"Il ritrovamento delle tavole di Vezzolano e la raccolta fondi per il restauro"},"content":{"rendered":"<header>\n<ul>\n<li><a href=\"#tavoleperdute\">Le tavole perdute e ritrovate<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#delonhy\">Antoine del Lonhy, il grande dimenticato<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#tavole\">Le tavole ritrovate e da restaurare<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#raccolta\">La sottoscrizione pubblica<\/a>\n<ul>\n<li><a href=\"#agg210201\">Aggiornamento 1\u00b0 febbraio 2021<\/a><\/li>\n<li><a href=\"#agg210226\">Aggiornamento 26 febbraio 2021<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<figure><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Nativita.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/TavoleVezzolano_Nativita.jpg\" alt=\"Tavole di Vezzolano la Nativita\" width=\"540\" height=\"942\" \/><\/a><figcaption><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Nativita.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Antoine <span class=\"unito\">De Lonhy<\/span> (attrib.) La nativit\u00e0, tempera su tavola<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<\/header>\n<hr \/>\n<section id=\"tavoleperdute\">\n<h2>Le tavole perdute e ritrovate<\/h2>\n<blockquote><p>Lateralmente alla porta vi sono due tavole dipinte sulle due faccie, rappresentanti la vita di Ges\u00f9; sembrano della scuola di Gaudenzio Ferrari, ma sono alquanto guaste: una di esse serve a celare una porta per cui si va sopra al tetto, dove si crede che si nascondessero quelli che a sottrarsi della giustizia invocavano l\u2019immunit\u00e0 del santuario.<a id=\"testo001\" href=\"#nota001\"><sup>1<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Questa frase, tratta da un opuscoletto pubblicato di <strong>Antonio Bosio<\/strong><a id=\"testo002\" href=\"#nota002\"><sup>2<\/sup><\/a><br \/>\nnel 1859 e in seguito pi\u00f9 volte ristampato, \u00e8 la prima citazione di due grandi tavole dipinte, che allora si trovavano appese alla controfacciata della chiesa, ad una certa altezza.<\/p>\n<p>\u00c8 pi\u00f9 esauriente la citazione nel volume <span class=\"opera\">Storia dell\u2019antica Abbazia e del Santuario di Nostra Signora di Vezzolano<\/span> del 1872:<\/p>\n<blockquote><p>Questo gruppo, come quello dell\u2019Abbadia di Staffarda, \u00e8 in forma di trittico, era chiuso da due valve dipinte da ambe le parti; queste due tavole o quadri in legno, nei quali \u00e8 rappresentata la nascita del Redentore, la sua Crocifissione, la sua Ascensione, e l\u2019Assunzione della Beata Vergine si trovano appese in fondo della chiesa, accanto alla porta; sono buone pitture con qualche ornato d\u2019oro di scuola Vercellese, per quanto mi sembra, del secolo\u00a0XV. Uno di questi quadri chiude una porta con iscala, per cui si va nel sottotetto, ove trovasi anche una cameretta, creduto da taluno, luogo che servisse d\u2019asilo a coloro, che erano ricercati dalla giustizia.<a id=\"testo003\" href=\"#nota003\"><sup>3<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Le informazioni del Bosio sono riprese quasi alla lettera da <strong>Don Achille Motta<\/strong>, in un volume del 1933, dal quale ricaviamo la notizia dello spostamento delle tavole ai lati del presbiterio, per avvicinarle al luogo della loro presunta collocazione originaria:<\/p>\n<blockquote><p>Questo trittico anticamente era chiuso da due tavole dipinte da buona mano, ora appese ai muri laterali dell\u2019altare, ed in loro vece vi \u00e8 una invetriata che fa a pugni col trittico. Le dette tavole rappresentano la Nascita, la Crocifissione, l\u2019Ascensione di N.\u00a0Signore\u00a0G.\u00a0C. e l\u2019Assunzione di M.\u00a0V., e sembrano di scuola Vercellese del secolo\u00a0XV.<a id=\"testo004\" href=\"#nota004\"><sup>4<\/sup><\/a><\/p><\/blockquote>\n<p>Come si nota, le due tavole vengono attribuite correttamente al XV\u00a0secolo, anche se per l\u2019identificazione dell\u2019autore si avanzano ancora solo vaghe e non documentate ipotesi; e si riconosce la loro funzione originaria di chiusura dell\u2019altare in terracotta; la sbrigativit\u00e0 delle citazioni fa per\u00f2 pensare che si trovassero gi\u00e0 in uno stato di conservazione tale da rendere difficile apprezzarne la qualit\u00e0 pittorica.<\/p>\n<p>La teca in legno fu smontata verso la met\u00e0 del \u2019700 e sostituita da un armadio vetrato, che non piaceva al Bosio, n\u00e9, come abbiamo appena visto, al Motta. Le due grosse ante furono conservate, ma senza nessuna cura, e solo alla fine dell\u2019800, per ricordarne la collocazione originale, furono riportate nell\u2019abside ai lati dell\u2019altare. Questa collocazione \u00e8 documentata da diverse fotografie della prima met\u00e0 del XX secolo, come testimonia questa cartolina, opera di Mario Busto, fotografo di Castelnuovo don Bosco assai attivo nella rappresentazione del territorio dell\u2019Alto Astigiano.<\/p>\n<figure><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/BustoMadonna.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/BustoMadonna_640.jpg\" alt=\"BustoMadonna_640\" width=\"640\" height=\"448\" \/><\/a><\/figure>\n<p>In seguito le tavole vennero tolte da Vezzolano, in modalit\u00e0 che non sono perfettamente documentate. Intorno al 1955 la dott.ssa <strong>Noemi Gabrielli<\/strong><a id=\"testo005\" href=\"#nota005\"><sup>5<\/sup><\/a>, all\u2019epoca Soprintendente alle Gallerie per il Piemonte, tolse per motivi di sicurezza dalla chiese di Vezzolano diverse opere, fra cui le nostre tavole, che vennero affidate al restauratore torinese <strong>Ettore Patrito<\/strong>. Dopo poco tempo per\u00f2 il Patrito mor\u00ec, lasciando in eredit\u00e0 tutti i suoi beni al Cottolengo, dove era ricoverata la sua unica figlia, gravemente disabile. Tutto il contenuto del laboratorio di restauro fu acquisito da <strong>Guido Nicola<\/strong> di Aramengo, che a Patrito era molto legato per essere stato suo allievo. Tra i beni acquisiti vi sono le nostre tavole, che in vista di un successivo restauro erano gi\u00e0 state scomposte in assi staccate, e coperte da veline, quindi del tutto irriconoscibili; n\u00e9 la carente documentazione permetteva all\u2019epoca di comprenderne la provenienza.<\/p>\n<p>Fu solo parecchi anni dopo che su suggerimento del prof.\u00a0<strong>Giovanni Romano<\/strong> i Nicola asportarono parzialmente le veline, e cominci\u00f2 un paziente lavoro per riannodare i fili, fino all\u2019identificazione delle tavole come provenienti da Vezzolano, e alla proposta, avanzata dallo stesso Romano, di attribuzione delle opere al <strong><span class=\"unito\">De Lonhy<\/span><\/strong> o alla sua scuola.<\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"#top\">Torna all\u2019inizio della pagina\u00a0\u21e7<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<\/section>\n<section id=\"delonhy\">\n<h2>Antoine del Lonhy, il grande dimenticato<\/h2>\n<figure><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Antoine_de_Lonhy_Trinitat_Tor%C3%AD.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/DeLonhyTrinitaTorino.jpg\" alt=\"De Lonhy Trinit\u00e0 di Torino\" width=\"400\" height=\"838\" \/><\/a><figcaption><a href=\"https:\/\/commons.wikimedia.org\/wiki\/File:Antoine_de_Lonhy_Trinitat_Tor%C3%AD.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Antoine de Lonhy, Trinit\u00e0 di Torino<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Il grande interesse che si sta manifestando verso queste tavole \u00e8 dovuto alla recentissima rivalutazione dell\u2019opera di <strong>Antoine <span class=\"unito\">De Lonhy<\/span><\/strong><a id=\"testo006\" href=\"#nota006\"><sup>6<\/sup><\/a>, che gi\u00e0 il Romano aveva tenuto in grande considerazione nel suo volume sui <span class=\"opera\">Primitivi Piemontesi<\/span><a id=\"testo007\" href=\"#nota007\"><sup>7<\/sup><\/a>,<br \/>\ned ora \u00e8 oggetto di un importante studio complessivo<a id=\"testo008\" href=\"#nota008\"><sup>8<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Di quest\u2019autore, attivo fra il 1446 e il 1490 in Borgogna, in Linguadoca, in Catalogna, infine in Savoia e in Piemonte, si erano del tutto perse le tracce, tanto che fino a tempi recenti le sue opere pi\u00f9 significative venivano riunite sotto il nome convenzionale di <em>Maestro della Trinit\u00e0 di Torino<\/em>. Da qualche tempo, incrociando i dati derivanti dall\u2019analisi di opere sparse in musei di diverse parti del mondo, e presso collezionisti privati, con le scarne e altrettanto sparse citazioni in diversi archivi, si \u00e8 giunti all\u2019identificazione di un autore assai prolifico, titolare di una bottega molto attiva, che spaziava in diversi ambiti di produzione artistica: dipinti su tavole, affreschi, miniature, sculture, addirittura vetrate e disegni per ricami. La sua importanza \u00e8 legata alla capacit\u00e0 di interpretare in modo molto personale la lezione dei grandi maestri fiammighi del XV secolo, come Jan Van Eyck e Rogier van der Weyden, trasmettendone l\u2019insegnamento nelle nostre regioni.<\/p>\n<p>Dopo un grande successo, fu presto dimenticato, come \u00e8 frequente in un\u2019epoca di grandi rivolgimenti artistici. Le sue opere caddero nell\u2019anonimato, e gran parte di quanto rimane \u00e8 andato disperso nel mercato antiquario.<\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"#top\">Torna all\u2019inizio della pagina\u00a0\u21e7<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<\/section>\n<section id=\"tavole\">\n<h2>Le tavole ritrovate e da restaurare (con l\u2019aiuto di tutti)<\/h2>\n<p>Le opere recuperate sono <strong>due grandi tavole in legno<\/strong>, di circa <span class=\"unito\">1,80 \u00d7 1,10 m<\/span>, dipinte su entrambi i lati. Questa caratteristica, e la presenza di vistosi segni riconducibili alla presenza di cerniere, conferma quanto scritto dal Bosio, il quale forse all\u2019epoca aveva accesso a informazioni oggi non pi\u00f9 verificabili. Si tratta quindi delle ante di chiusura di una grande teca in legno nella quale era custodito l\u2019<strong>altare in terracotta di Carlo VIII<\/strong>. \u00c8 molto probabile che le due ante, chiuse, presentassero le immagini della <strong>Crocifissione<\/strong> e della <strong>Resurrezione di Ges\u00f9<\/strong>; una volta aperte, le due scene della <strong>Nativit\u00e0<\/strong> e dell\u2019<strong>Assunzione di Maria<\/strong>, in sequenza narrativa logica con la statua della <strong>Madonna in trono col Bambino<\/strong> al centro.<\/p>\n<p>All\u2019inizio di questa pagina abbiamo presentato l\u2019immagine della <strong>Nativit\u00e0<\/strong>: \u00e8 un\u2019immagine che si ricollega al tema del <strong>Presepe<\/strong>, che negli anni scorsi \u00e8 stato occasione di <strong>raccolte di fondi per opere d\u2019arte da salvare<\/strong>. Qui presentiamo ora le altre tre immagini.<\/p>\n<figure><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Crocifissione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/TavoleVezzolano_Crocifissione.jpg\" alt=\"Tavole di Vezzolano la Crocifissione\" width=\"400\" height=\"655\" \/><\/a><figcaption><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Crocifissione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Crocifissione<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<figure><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Resurrezione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/TavoleVezzolano_Resurrezione.jpg\" alt=\"Tavole di Vezzolano la Resurrezione\" width=\"400\" height=\"639\" \/><\/a><figcaption><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Resurrezione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Resurrezione di Ges\u00f9<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<figure><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Assunzione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/imgs\/TavoleVezzolano_Assunzione.jpg\" alt=\"Tavole di Vezzolano l'Assunzione\" width=\"400\" height=\"654\" \/><\/a><figcaption><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/orig\/TavoleVezzolano_Assunzione.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Assunzione di Maria<\/a><\/figcaption><\/figure>\n<p>Come si vede, la pittura mostra tutti i segni della trascuratezza di cui le due tavole sono state vittime nei secoli passati. Si rende quindi ora necessario un <strong>restauro<\/strong>, che permetta di apprezzarne la qualit\u00e0 pittorica, e di fornire nuovi argomenti per la loro attribuzione.<\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"#top\">Torna all\u2019inizio della pagina\u00a0\u21e7<\/a><\/p>\n<\/section>\n<hr \/>\n<section id=\"raccolta\">\n<h2>La sottoscrizione pubblica<\/h2>\n<div style=\"background-color: #cde; margin-left: 1em; padding-left: 1em;\">\n<p>Quest\u2019inverno 2020-2021 non ha permesso la consueta esposizione a Vezzolano del <strong>Presepe di Anna Rosa Nicola<\/strong>; ma non abbiamo voluto lasciarci sfuggire l\u2019occasione di un \u201cPresepe\u201d, almeno virtuale, se non \u201cin presenza\u201d; e soprattutto l\u2019occasione di una nuova <strong>racolta fondi<\/strong> per finanziare il restauro di queste importanti opere.<\/p>\n<p>La <strong>spesa prevista<\/strong> \u00e8 di <strong>\u20ac\u00a040.600<\/strong>; dalle precedenti raccolte fondi era rimasto un <strong>fondo<\/strong> di <strong>\u20ac\u00a020.000<\/strong>, non impiegato a causa di difficolt\u00e0 burocratico-amministative. <strong>Tale somma \u00e8 gi\u00e0 stata versata<\/strong>. Rimane quindi un <strong>residuo<\/strong> di <strong>\u20ac\u00a020.600<\/strong> da raccogliere.<\/p>\n<p>Diamo qui i dati per chi volesse partecipare a quest\u2019impresa, cos\u00ec significativa per il nostro territorio.<\/p>\n<p>Per partecipare alla sottoscrizione potete inviare un bonifico a:<\/p>\n<p class=\"centro grande\"><span class=\"maiuscoletto\">Associazione la Cabalesta<br \/>\nBanca Intesa San Paolo<\/span><br \/>\nIban <span class=\"maiuscolo\">IT11N0306909606100000111950<\/span><\/p>\n<p>con causale:<\/p>\n<p class=\"centro maiuscoletto grande\">Arte da salvare \u2013 Restauro tavole di Vezzolano<\/p>\n<p>Dopo il versamento inviate una mail a<\/p>\n<p class=\"centro grande\"><a href=\"mailto:info@lacabalesta.it\">info@lacabalesta.it<\/a><\/p>\n<p>con i dati e l\u2019indirizzo del sottoscrittore per la <strong>dichiarazione a fini detrazione IRPEF<\/strong>, e riceverete un piccolo <strong>omaggio<\/strong>.<\/p>\n<p>Ringraziamo tutti coloro che vorranno dare il loro contributo, e diamo appuntamento a Vezzolano, quando la crisi sanitaria sar\u00e0 risolta.<\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/testi\/erogazioniliberali.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u2192\u00a0Qui le informazioni sulle agevolazioni fiscali<\/a><\/p>\n<\/div>\n<h2 id=\"agg210201\"><strong><u>Aggiornamento 1\u00b0 febbraio 2021<\/u><\/strong><\/h2>\n<p><strong>La raccolta di fondi per il restauro delle tavole ha raggiunto il suo risultato con largo anticipo sul previsto!<\/strong><\/p>\n<p><strong>Nei prossimi giorni vi informeremo sulle successive iniziative in proposito, concordate con la Direzione Regionale dei Musei del Piemonte ed il Laboratorio Nicola.<\/strong><\/p>\n<h2 id=\"agg210226\"><strong><u>Aggiornamento 26 febbraio 2021<\/u><\/strong><\/h2>\n<p>In accordo con la <strong>Direzione Regionale Musei del Piemonte<\/strong>, abbiamo deciso di <strong><u>continuare la sottoscrizione<\/u><\/strong> per trovare i fondi necessari per un\u2019adeguata diffusione delle notizie relative alle tavole alo loro restauro. \u00c8 prevista una pubblicazione, con le immagini delle tavole, la cronaca passo passo del ritrovamento e del restauro, documenti inediti relativi ai vari passaggi ed notizie su coloro che se ne sono occupati nel tempo: la sovrintendente <strong>Noemi Gabrielli<\/strong>, i restauratori <strong>Ettore Patrito<\/strong> e <strong>Guido Nicola<\/strong>, il prof. <strong>Giovanni Romano<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00c8 prevista una prima esposizione delle tavole restaurate nel mese di Settembre a <strong>Susa<\/strong> in occasione di una grande mostra su <strong>Antoine de Lonhy.<\/strong><\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"#top\">Torna all\u2019inizio della pagina\u00a0\u21e7<\/a><\/p>\n<hr \/>\n<\/section>\n<section id=\"note\">\n<h4>Note<\/h4>\n<p id=\"nota001\">1. <a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/biblioteca\/Bosio\/Vezzolano1896_presentazione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"autore\">Antonio Bosio<\/span> <span class=\"opera\">Dell\u2019antica abbazia e del santuario di Nostra Signora di Vezzolano presso Albugnano<\/span>, Torino 1859-1896.<\/a><br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo001\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota002\">2. Padova 1811 \u2013 Torino 1880.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo002\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota003\">3. <a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/biblioteca\/Bosio\/Vezzolano_presentazione.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"autore\">Antonio Bosio<\/span> <span class=\"opera\">Storia dell\u2019antica Abbazia e del Santuario di Nostra Signora di Vezzolano ornata di disegni con alcuni cenni sopra Albugnano e paesi circonvicini<\/span> Torino 1872<\/a><br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo003\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota004\">4. <a href=\"https:\/\/lacabalesta.it\/biblioteca\/Motta\/Motta.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span class=\"autore\">Achille Motta<\/span> <span class=\"opera\">Vezzolano e Albugnano Memorie storico-religiose artistiche illustrate<\/span> II Edizione riveduta e aumentata Tipografia delle Missioni Milano 1933.<\/a><br \/>\nDon Achille Motta (Viarigi 1866 &#8211; Albugnano 1958) fu parroco di Albugnano per ben 63 anni, dal 1895 alla morte, e si spese per far conoscere e valorizzare la chiesa di Vezzolano.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo004\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota005\">5. Pinerolo 1901 \u2013 Asti 1979.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo005\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota006\">6. \u2020 1490 ca.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo006\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota007\">7. <span class=\"autore\">Giovanni Romano<\/span>, <span class=\"opera\">Primitivi Piemontesi nei musei di Torino<\/span>, Fondazione CRT, Torino 1996.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo007\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p id=\"nota008\">8. <span class=\"autore\">Fr\u00e9d\u00e9ric Elsig<\/span> <span class=\"opera\">Antoine <span class=\"unito\">De Lonhy<\/span><\/span>, Silvana Editoriale, Milano 2018.<br \/>\n<span class=\"torna\"><a href=\"#testo008\">Torna al testo\u00a0\u2191<\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"vai\"><a href=\"#top\">Torna all\u2019inizio della pagina\u00a0\u21e7<\/a><\/p>\n<\/section>\n<p><script src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/js\/mio.js\"><\/script><br \/>\n<script src=\"https:\/\/code.jquery.com\/jquery-3.3.1.min.js\"><\/script><br \/>\n<script src=\"https:\/\/lacabalesta.it\/js\/SmoothScroll.js\"><\/script><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tavole perdute e ritrovate Antoine del Lonhy, il grande dimenticato Le tavole ritrovate e da restaurare La sottoscrizione pubblica Aggiornamento 1\u00b0 febbraio 2021 Aggiornamento 26 febbraio 2021 Antoine De Lonhy (attrib.) 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