L’hobby
1.576.800.000 secondi
Un cronometro che ha scandito 50 anni di gare

Quando “Pino Più...” fa capolino dalla buca delle lettere, la curiosità sollecita le mie dita a sfogliare la rivista per un primo colpo d’occhio ai titoli, alle foto ed alle firme, c’é sempre qualche piacevole sorpresa.

Il numero dello scorso aprile, complice il brillante Pigi Cavallo, per me è stata una... provocazione: alla pagina 44 una striscia di scacchi bianchi e neri sovrasta il titolo; il richiamo è alla bandiera dello starter di ogni gara sportiva con partenza in linea, ma forse pochi sanno che è pure il distintivo della Federazione Italiana Cronometristi.

Nel suo articolo “ììTutti un po’ vincitori tutti un po’ campioniòò” ha voluto, con particolare benevolenza, chiamarmi in causa quale cronometrista; confesso, lo scorso 27 febbraio alla XXXIV° Assemblea Federale di Riccione, con il torinese Alfredo Panetto e coi colleghi di tutt’Italia, ho festeggiati i cinquant’anni di tesseramento (per restare in tema ci hanno regalato un bellissimo orologio).

Concedetemi il piacere di farvi partecipi dei ricordi di mezzo secolo di esperienze sul campo.

Breve premessa per creare l’atmosfera.

L’origine del cronometraggio, negli antichi popoli civili, si fa risalire al cosiddetto “giudice pulsatore” che misurava il tempo impiegato dagli atleti, dal numero delle pulsazioni del polso e dipendeva dal Giudice sportivo che aveva dignità di Sacerdote...

In Italia, il 3 novembre 1921 si costituisce il Sindacato Cronometristi Ufficiali (io quel giorno compivo solo un anno ed avevo appena smesso di cronometrarmi le poppate); questo Sindacato, il SICU, nasceva per coordinare ed unificare sistemi e procedimenti che fino ad allora erano affidati alla tecnica ed alla passione di pochi amatori che affiancavano i Giudici delle varie organizzazioni sportive.

Alcune tappe: alla fine del 1922 gli iscritti in Italia erano 26; nel 1923 si ebbe il riconoscimento ufficiale delle principali Organizzazioni Sportive (Auto Moto Aerei Vela Pugilato Nuoto ed Atletica); nel ‘34 fu sperimentato il primo cronometraggio al 10° di secondo ed è di quegli anni il record di Von Stuk e Nuvolari che si fecero cronometrare sul chilometro lanciato della Firenze-Mare le velocità istantanea di 320-330 Km.orari; oggi, alla soglia del 2000, la Federazione annovera più di 6500 tesserati.

Ecco le mie esperienze: dopo le vicende belliche, nel 1946 coltivavo l’hobby sportivo di Giudice di Gara nelle prove di atletica leggera che si svolgevano allo Stadio che tutti chiamavano ancora “Stadio Mussolini”.

Un giorno mi sorpresi ad invidiare quei signori in brache bianche che dall’alto della “scaletta”, allungavano il collo sulla linea del traguardo, poi scendevano e consultando delle grosse “cipolle”, i cronometri, “decretavano” i tempi: minuti primi, secondi e 5° di secondo.

“Interessante!” mi sono detto... e fu così che, rinunciando al cappotto nuovo ed agli sci con le lamine, racimolai i soldi necessari a comprarmi la prima “cipolla”, strumento indispensabile per poter entrare a far parte di quella esigua élite che costituiva la Segreteria Provinciale di Torino della Federazione Italiana Cronometristi.

Dopo tre anni di apprendistato, nel 1949 fui tesserato. A quell’epoca i Cronometristi a Torino erano 15, oggi sono 166: 21 Allievi, 126 Ufficiali e 19 Benemeriti.

Nei primi anni, tanta “gavetta” che significava “atletica, atletica,atletica” per allenare il dito e affinare i riflessi; poi nuoto, trotto, concorsi ippici, sci, pugilato; onde poter essere ammessi, col trascorrere degli anni, agli esami per il passaggio di categoria e per me fu quella di “Nazionale” nel ‘53 ed “Internazionale” nel 1959. Poi ancora canottaggio, ciclismo, pattinaggio,hockey, lotta, escursionismo, scherma, arti marziali e finalmente motociclismo, automobilismo, motonautica e aeronautica.

Parecchie altre specialità sono rimaste nella penna, difatti ricordo d’essere andato a cronometrare “volo dei piccioni viaggiatori”, “gare di ballo”, “resistenza di bacio” e non so che altro.

Alla memoria ritornano i nomi delle “Istituzioni” del cronometraggio torinese, quali Calosso, Vizio, Martinetto, Manfrinato, Pecoraro... negli anni, “Maestri di tecnica e di vita”. Torna alla mente la simbiosi fra le varie specialità ed i singoli... “specialisti”: nello sci Bruno, Giani e Ubino; nell’atletica Gandini e Risso; nei concorsi ippici e nel trotto Cova e Moriconi; nell’automobilismo e motociclismo Busca, Cesaroni, Cova, Fogliasso, Gaidano, Rissone e tanti altri, impossibile ricordarli tutti.

Sfogliando vecchie foto mi ritrovo nella cabina di cronometraggio del Premio del Valentino di Formula Uno del 9 aprile 1952 quando il Presidente della Camera Gronchi, abbassa la bandiera della partenza a Taruffi, Villoresi, Ascari e Farina,allineati nella prima fila; ora si parlerebbe di semafori di partenza e pool position.

Ricordo la riunione del 23 maggio 1953 al Caffè De Orsola in via Gobetti quando il tornado ha buttato giù la Mole Antonelliana.

Da un vecchio baule sono emerse medaglie ricordo e carte ingiallite: “Regate internazionali a Torino del 1951” – ”Gran premio Internazionale Motonautico di Torino del 1951” – ”X°Congresso Nazionale di Venezia del 1955” – “Campionati internazionali militari di sci a Bardonecchia del 1958” – una foto del 1956 “partenza alla Sassi – traforo del Pino” – un distintivo ”Sestrière – AK1962 ” il famoso Kandaar di sci – ”Rally del Cinquantenario di Palermo del 1963” – ”5° Rally dei Fiori del ‘65” – ”Universiadi d’inverno 1966” – ”11° Rally del Sestriere del ‘68” – ” Giri automobilistici d’Italia dal ‘74 al ‘77”.

I ricordi si stanno arruffando; mi faccio aiutare dall’archivio infinito del mio coetaneo Mario Cova; unico cronometrista torinese iscritto al “Ruolo d’Onore”, (è stato il perfezionatore dei regolamenti per il cronometraggio negli sports invernali con l’allora presidente FISI, Gattai, poi Presidente CONI).

Cova mi aiuta a ricordare le evoluzioni tecniche in gran parte nate a Torino: rivediamo ritagli di giornali che titolano “Novità tecniche-il traguardo pneumatico” e ancora “... nell’11° Giro dei Laghi novaresi, da segnalare che i cronometristi della sezione di Torino hanno sperimentato con successo una innovazione... sulla linea del traguardo era stato disteso un tubo pieno di glicerina che non appena era sollecitato dai pneumatici anteriori della vettura, faceva scattare a mezzo di uno speciale meccanismo, il cronometro ad esso collegato...” — “le basi cronometrate erano collegate da minuscoli telefoni a cuffia realizzati da un cronometrista torinese”, quello ero io !

Mi paiono ricordi che risalgono al periodo giurassico del cronometraggio.

Ora si parla di Cronoprinter, Time Processor, Pannelli elettronici per trattamento e decodifica dei segnali, Transponder, Foto-finish e Scan-o-Vision (l’ultimo arrivato), oltre naturalmente ai computer per l’elaborazione dei dati di classifica.

Il mensile della Federazione, “Kronos”, negli anni 60, riportava su un foglio di 4 facciate gli Atti Ufficiali, gli aggiornamenti dei regolamenti, critiche e commenti.

Ora “Kronos” è diventato una rivista patinata di 40 pagine, con splendide foto a colori, con disquisizioni ed argomentazioni tecniche ad alto livello, scaturite dalla “Scuola Federale di Cronometraggio” diretta dal “gentiluomo piemontese” (così lo chiamano a Roma), il cronometrista Giovanni Fresia, Preside di uno degli Istituti Tecnici Industriali più all’avanguardia in Italia, il “G. Vallauri” di Fossano.

Sul “Kronos” d’oggi sono comparsi articoli di Fabrizio Maffei, di Gianfranco De Laurentis, e di Luciano De Crescenzo che, forse non sapevate, oltre che ad essere stato un atleta (ha corso i 400 in 52 secondi), nel 1960, alle Olimpiadi di Roma, era sulla scaletta dei crono ed ha fatto arrestare le lancette del suo “cipollone” a sancire il record del mondo sui 200 metri, di Livio Berruti, 20 secondi e 5 decimi.

Ai miei tempi non si sapeva cosa fossero le donne “cronometrista”, al massimo le nostre ragazze o le nostre mogli ci seguivano nei “servizi” per servirci panino e gazzosa, durante la gara.

Il 24 settembre 1966, a 26 anni, Maria Antonietta Santillo, torinese d’adozione, fu tesserata presso la Segreteria di Imperia, e divenne la prima cronometrista italiana.

Sull’argomento “donne”, solo altre due menzioni: Graziella Arduino è Presidente dell’Associazione Cronometristi Sportivi di Torino; Cristina Del Neri è il Segretario Federale della FICr.

Si confondono nella memoria atleti e gare: Mennea, Zeno Colò, Pierino Gros, Cesana-Sestriere, Aosta-Gran S.Bernardo, Susa-Moncenisio, i fratelli D’Inzeo, Ada Pace, Sara Simeoni, 999 minuti dell’ACI Novara, moto cross ad Avigliana, Bra e Pinerolo con Ostorero, giro aereo dei castelli piemontesi, trotto a Mirafiori,... ricordi molto più suggestivi del recente caso Tomba.

Dovrei vergognarmi d’aver intervistato me stesso, ma se ho abusato della vostra pazienza, prendetevela con Pigi Cavallo che, in fondo, io ringrazio.

Pino Torinese 25 maggio 1999
Dalla rivista “Pino Più” - n° 3 — anno 1999
(L’articolo era completato da cinque fotografie d’epoca)

Qui, per ora, finisce la mia storia. Probabilmente si aprirà ancora qualche cassettino della memoria ed io vi attingerò scrupolosamente.

Grazie se avete avuto la pazienza di leggermi, sperando che mi concediate ancora la vostra amicizia.

adriano fogliasso

Pino Torinese, 7 maggio 2007