Don Achille Motta
Vezzolano e Albugnano
Memorie Storico-Religiose
Artistiche - Illustrate
II Edizione riveduta e aumentata
1933 Tipografia delle Missioni Milano

Don Achille Motta (Viarigi 1866 - Albugnano 1958) fu parroco di Albugnano per ben 63 anni, dal 1895 alla morte. Dobbiamo in gran parte a lui la rinascita dell’interesse popolare verso la chiesa di Vezzolano, che era già ben nota agli studiosi, ma presso il grande pubblico non aveva ancora la fama che merita. Come riconoscimento di questa sua intensa attività di studioso e divulgatore, egli ebbe nel 1947 da Pio XII il titolo onorifico di Abate di Vezzolano.

La sua opera principale, Vezzolano fu pubblicata nel 1912, ed ebbe subito grande successo. Nel 1933 comparve un’edizione rivista e notevolmente ampliata col titolo Vezzolano ed Albugnano, che è quella che presentiamo → qui.

Don Motta fu uno studioso appassionato e meticoloso, anche se mancava di un vero metodo critico. La sua conoscenza del monumento dipendeva ancora dai lavori ottocenteschi del → Bosio e del → Manuel di San Giovanni. Si trattava quindi di un’impostazione che già ai suoi tempi era superata dalle più moderne ricerche, promosse in particolare alla scuola di Adolfo Venturi. Si deve in gran parte a lui il perdurare di interpretazioni già all’epoca messe in discussione, come la presenza della leggenda di Carlo Magno nelle figurazioni dell’altare e negli affreschi del chiostro. A questo proposito, si veda tra l’altro: → Lisetta Motta Ciaccio, Gli affreschi di S. M. di Vezzolano e la pittura piemontese del Trecento, in L’Arte 1910

Con tutto ciò, si tratta di ricerche ancora interessanti, in primo luogo per la gran mole di dati documentari, e per la storia della fortuna del nostro più insigne monumento presso il pubblico dei visitatori e degli appassionati.

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La copia in mio possesso presenta diverse correzioni a penna del testo, che per la loro sistematicità e puntualità sembrano configurare un vero errato corrige. Ho sempre segnalato questi interventi, così come ho segnalato alcuni altri punti che mi sembravano meritevoli di correzione. Non ho segnalato pochi minimi interventi assolutamente ovvi sulla punteggiatura ecc.

Come d’abitudine in questa Biblioteca, ho segnato i miei pochi interventi con un “foglietto” in rilievo, ed ho indicato tra barre trasversali /  / il numero di pagina dell’originale.