Santa Fede di Agen

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Addolorata
Reliquiario aureo di Santa Fede
Conques, Abbaziale di Santa Fede

Santa Fede di Agen
Vergine e Martire † 303?

Memoria 6 Ottobre

Titolare della chiesa di Santa Fede di Cavagnolo

Nativa della città di Agen 1, in Aquitania (attuale dipartimento Lot-et-Garonne), era una fanciulla di nobile famiglia che ai tempi di Diocleziano e Massimiano, sotto il proconsole Daciano 2, all’età di tredici anni fu torturata su una graticola e poi decapitata per non aver voluto sacrificare agli dei pagani.

Il nome Fides -is (III decl.) fa riferimento alla costellazione della Lira; ma veniva confuso con fides -ei (V decl.). Quindi questo personaggio fu a volte identificato con una delle tre sorelle Fede, Speranza e Carità, che secondo una leggenda erano state martirizzate a Roma.

La vicenda del martirio è narrata nella Cançon de Santa Fe, composta da autore anonimo ai tempi di Raimondo Berengario I Conte di Barcellona: si tratta del più antico testo poetico noto in lingua occitana / catalana.

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I resti della ragazza, e di altri martiri che ebbero con lei la stessa sorte, erano conservati nella chiesa di Santa Fede ad Agen; ma nell’866 furono trafugati e portati nella chiesa abbaziale di Santa Fede di Conques (dipartimento Aveyron), dove divennero oggetto di intensa devozione popolare. Grazie ai pellegrini che andavano a Compostela se ne diffuse il culto anche in Spagna e Portogallo, e di qui raggiunse le Americhe, dove moltissime località portano il toponimo di Santa Fe.

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Tra i numerosi patronati, è importante quello dei prigionieri, che diede luogo a miracoli e conseguenti donazioni da parte di fedeli, come nel caso del priorato di Santa Fede di Horsham, nel Norfolk, fatto costruire da due cavalieri fatti prigionieri dai banditi e poi miracolosamente liberati.

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Note

1. pron. /aˈʒɛ̃/, localmente /aˈʒɛŋ/ Torna al testo ↑

2. è possibile che nelle fonti ci sia confusione tra questo Publio Daciano e l’imperatore Decio. Torna al testo ↑

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