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32.
Ripristinato il catecumenato
per condizioni matrimoniali irregolari.

battesimo degli adulti Esaminando la liturgia degli adulti battezzandi si trova che essa è divisa in due parti. La prima è la parte del catecumenato, nella quale si trovano molte cerimonie tendenti a stacca[re] il catecumeno dal mondo e dal diavolo, per quindi [p. 274] sollevarlo sino a Cristo, sino a Dio. divisione del battesimo degli adulti Questa anzi è divisa ancora in due [parti], quella cioè fatta per i maschi, e quella fatta per le femmine. Quasi tutta questa prima parte è piena di sacramentali per ajutare il povero pagano ancor debole nei movimenti della vita spirituale; poscia [è] piena di esorcismi, i quali sono divisi in tre ordini, per i maschi a parte, ed a parte per le femmine. Questa prima parte finisce con una specie di consacrazione del catecumeno, fatta col così detto olio dei catecumeni. La seconda parte di questo battesimo degli adulti è quella in cui il neofito, rinnovata la sua professione di fede, e la rinunzia alle opere del mondo e del diavolo, riceve il santo battesimo, e dopo di esso una seconda specie di consacrazione nella sua fronte con santo crisma per mano del Sacerdote, e questa finisce colla [imposizione della] veste bianca, e colla [consegna della] mistica lampade ardente evangelica.

perché tutta questa liturgia Tutto questo processo di liturgia è stato instituito dalla Chiesa nei tempi in cui il povero neofito sortiva da un mondo tutto pieno di superstizioni diaboliche, e da una scuola di una vita tutta materiale e sensuale. È anche probabile che in quei tempi il neofito qualche volta restasse un tempo [p. 275] notabile nello stato di semplice catecumeno, come si legge di S. Ambrogio, il quale da semplice catecumeno, ricevette il battesimo e quindi gli ordini e l’episcopato. il battesimo degli adulti raro in Europa. Noi Sacerdoti europei, sortiti da una società tutta cristiana, nella quale il battesimo degli adulti è molto raro, arriva ben soventi d’invecchiare nel ministero senza conoscere ed avere occasione di meditare tutti questi bei tesori della Chiesa. Senza parlare di altri, io andato alle missioni dopo un ministero di 14. o 15. anni, già Lettore [di filosofia e di teologia] da dieci anni, dopo /270/ aver amministrato centinaia di volte il battesimo dei piccoli bimbi, molto più breve, ho dovuto leggere le prime volte il battesimo degli adulti per amministrarlo qualche volta quasi tutti i giorni, ed anche spiegarne la liturgia ai catechisti, affinché essi potessero preparare i catecumeni al battesimo. Mi sono trovato quindi nel bisogno di rispondere ad una quantità di questioni senza averle studiate io stesso.

I miei Sacerdoti mi fecero in seguito molti quesiti sul bisogno di separare il catecumenato dal battesimo. Avendo risposto loro che io non poteva arbitrare sopra un punto di liturgia, divenuto pratica universale nella Chiesa di Dio, la risposta non piaceva, [p. 276] epperciò ho dovuto scrivere a cotesta S. [acra] C. [ongregazione] in proposito, ma forze perdutasi la lettera la questione restò insoluta, forze con qualche danno delle anime, ed ecco come: Nel principio di una missione, per lo più Iddio suole abbondare delle sue grazie, l’angelo suo discende nella Piscina, l’aqua si mette in movimento di salute, e quindi sia nel paese, che nelle famiglie si suole manifestare un fermento favorevole, per il quale tutti, chi più chi meno, manifestano una disposizione tal quale alla conversione.una figlia promessa dai parenti ad un musulmano.In una casa in tutta la famiglia arde il fuoco sacro e si cammina a gran passi verso il s. battesimo, ma vi sarà una figlia, più fervente degli altri, la quale è stata promessa, con atto publico, in matrimonio con un mussulmano, oppure con un pagano; non potendosi sciogliere il matrimonio de futuro, stricte non si può battezzare, perché sarebbe gravemente esposta all’apostasia; lasciarla indietro è per essa una vera desolazione, ed una gran tentazione nel tempo stesso di diventare la pietra di scandalo in famiglia; il partito del catecumenato la calmerebbe, l’ajuterebbe coi Sacramentali, e così si aspetterebbe la providenza.

una seconda moglie domanda il battesimo. In un’altra casa non sarà questione della figlia, ma di una moglie secondaria, ma vera moglie in facia alle leggi del paese, epperciò vera schiava, [p. 277] essa sarà al pari di tutti, anzi più di tutti colpita dalla grazia, ma essa è unita in matrimonio pagano, e non è padrona di se; non può fare il suo matrimonio cristiano col suo marito poligamo, perché egualmente legato in matrimonio con altre donne; è chiaro che essa non può ricevere il battesimo, perché non può promettere di astenersi dal marito; la poveretta fa compassione, almeno non potrebbe essere catecumena per essere ajutata dai Sacramentali ad aspettare le disposizioni della providenza, fino a tanto che, o la morte di qualcheduna, oppure sua venga a metterla in libertà, e farla capace di ricevere il s. battesimo?

un galla poligamo con ottime disposizioni. /271/ Espongo ora il caso del Galla, di cui si è parlato sopra. Egli è una persona sinceramente attaccata alla missione, che aiuta, che promove con tutti i mezzi a lui possibili. Egli era in Nonno una persona potente, e di gran prestigio, il cui esempio equivaleva ad una predicazione. Egli aveva tre mogli sposate secondo le leggi del paese; era dispostissimo a lasciarne due per sposarsi cristianamente con una, ma per fare il divorzio colle due, che intendeva lasciare, vi erano delle gravissime difficoltà in facia alla legge [p. 278] ed anche pericoli d’inimicizie coi parenti delle medesime. [Mi diceva:] dichiarazione di un galla Nel nostro paese la moglie sposata secondo le cerimonie religiose nostre, è un terreno comprato, il quale frutta al suo padrone, da qualunque egli sia stato seminato; io ho tre mogli, la prima di tutte se ha figli, il suo primogenito è l’erede mio universale di tutto, e gli altri non hanno aItro diritto che a quel poco che io do loro prima di morire. Se la prima moglie non ha figli maschi il maggiorasco passa completamente al primo genito della seconda moglie; così della terza, in caso che la seconda non abbia figli. Io facendomi cristiano debbo sposarmi con una delle mogli, e se e possibile, colla seconda o colla terza, perché la prima è già un poco passata [d’età], o che essa facendosi cristiana lascia i piaceri del mondo, ed allora non sarà gran cosa vaga di me, già un poco vecchio, in caso di passione essa inclinerebbe piuttosto per un giovane.

sue buone disposizioni Ciò posto, continuava il galla, io facendomi cristiano intendo di lasciarmi guidare da voi, disposto anche a sposarmi colla prima, benché sappia essere cosa più difficile che possiamo intenderci. Comunque sia per essere la decisione che voi prenderete, sappiate però che io non mi aprossimerò più a nessuna di queste donne fuori della mia vera moglie, ma dovete sapere che io non posso caciarle [p. 279] via di casa senza sollevare questioni gravi in famiglia e coi parenti delle medesime; esse perciò terranno sempre la loro posizione di prima, e la loro dote fissata. Se la religione cristiana arriverà a dominarle nelle loro passioni, allora tutto anderà bene: in caso diverso poi saranno sempre per me una gran tentazione, ma coll’ajuto di Dio spero di rendermi padrone in ciò; in quanto ad esse poi si troveranno in uno stato violento, perché, secondo i nostri usi, nessuno che si rispetti osando avvicinarle, saranno in casa lo scandalo di tutta la nostra gioventù, ed anche dei schiavi di casa; se quindi da esse nasceranno figli, ancorche figli di schiavi, saranno sempre considerati come miei, figli in facia alle leggi nostre.

esame sul valore del matrimonio galla. Dopo aver sentito tutte queste cose ho voluto esaminare il caso pratico riguardo alla prima moglie per vedere, se io poteva dichiararlo libero di /272/ sposare fra le tre, quella che egli avrebbe creduto meglio. La questione pratica dipendeva dal sapere, se il matrimonio colla sua prima moglie poteva considerarsi come naturalmente valido, oppure dovesse considerarsi come un semplice concubinato. il vincolo coniugale mancava di unita. La legge galla è questa: la moglie, una volta fatto il Racco Kaka, essa è legata sino alla morte di uno dei due [coniugi]; il marito poi può prenderne altre tante che vuole, e fare colle altre il Racco Kaka eguale a quello della prima. Per questa parte il matrimonio naturale mancherebbe di unità [p. 280] e dovrebbe perciò considerarsi piuttosto un concubinato, che altro. Per assicurarmi gli [ho] domandato ancora, se mai non passarono delle promesse particolari trà lui e la sua prima moglie; io mi ricordo di avergli promesso una volta che avrei aspettato tre o quattro anni per vedere l’esito [di avere] dei figli; dopo di che, soggiunse, io cercherò una seconda moglie per assicurarmi di avere altri figli; essa poi avendo avuto figli subito da principio, sono passato alla seconda moglie, e poi alla terza. Assicuratomi di ciò, ho creduto potergli dichiarare che la stessa sua prima moglie si riduceva ad una semplice concubina; il galla dichiarato libero. dissi quindi che poteva liberamente sciegliere fra le tre quella che voleva, ed anche lasciarle tutte [e] tre, per prenderne un’altra. Egli però ha scielto la sua seconda moglie, colla quale fece il suo matrimonio cristiano prima del suo battesimo.

Da tutto ciò si vede quante difficoltà si incontrano per mettere in regola cristiana un ricco Galla poligamo, e come ciò sia in pratica una cosa che domanda del tempo all’individuo per disporre [p. 281] tutte queste cose senza disordini di famiglia; come sia necessario anche al Sacerdote per aquistare una certezza morale prima di agire. due punti di vista essenziali Una persona simile presenta sempre due punti di vista che il missionario deve calcolare nel suo ministero, il primo, come semplice catecumeno, il quale ha bisogno di essere guidato e condotto dal prete dolcemente sino al battesimo, per lui passo molto più difficile di un’altro più povero [e] con una sola moglie. Il secondo punto di vista è quello del prestigio publico, avendo sotto di se una quantità di famiglie, le quali, hanno gli occhj sopra di lui per risolversi ad un simile passo. La persona sopra descritta fortunatamente è stata una persona matura, molto calma, e con disposizioni straordinarie; ma il missionario non trova sempre un campione simile; un’altro di diverso carattere sarebbe stato necessario [di] maneggiarlo più con prudenza per non perderlo nel doppio punto di vista.

cerimonia d’introduzione al catecumenato. In vista di ciò alcuni della missione opinavano che in simile caso la persona sarebbe stata salvata ajutandolo coi Sacramentali del semplice catecumenato, e salvato pure il suo prestigio in favore di altre anime, e della missione. Vedendo che tutti i nostri, anche i più zelanti, [p. 282] /273/ stavano fermi nella persuasione che fosse necessaria una qualche funzione che precedesse il battesimo, affinché coloro, i quali si trovavano in condizioni da non potere ricevere il s. battesimo, e gli altri Sacramenti che venivano di seguito al medesimo, non fossero troppo bruscamente respinti in modo da scoraggirli, o anche irritarli, si immaginò una cerimonia sacra d’introduzione al catecumenato; la cerimonia era questa: i nuovi catecumeni inginocchiati sulla porta della Chiesa facevano la domanda di essere ammessi al catecumenato. Il sacerdote, vestito di cotta e stola veniva alla porta coi suoi chierici, e recitava le Litanie dei Santi colle preci sino all’ut nos exaudire digneris exclusive, e quindi benediva i postulanti con questa formola: Ut hos electos ad gratiam baptismi perducere digneris, e ciò per tre volte, e si continuavano le preci sino al Kirie eleison. ll sacerdote quindi recitava qualche esorcismo sopra i medesimi, e faceva loro bere un poco di aqua benedetta particolarmente esorcizata; oppure un poco di sale esorcizato.

Ciò fatto, si imponeva ai nuovi catecumeni una penitenza da farsi ogni giorno secondo le facoltà relative, per impegnarli ad adoperarsi al più presto possibile, onde arrivare [p. 283] al santo battesimo. Quindi si dava a ciaschedun catecumeno un padrino o madrina che gli servisse di guida. Si determinava il tempo per ricevere il sacramento di regenerazione, pendente il quale il catecumeno doveva imparare tutto il necessario, e regolare i suoi affari in modo che cessassero le difficoltà che potevano impedire il S. Battesimo; ma occorrendo che dette difficoltà perseverassero, il padrino o madrina dovevano intendersela col sacerdote affinché venisse prolungato il tempo [di preparazione]. In questo modo il catecumeno, il quale aveva gran difficoltà o impedimenti per ricevere il s. battesimo, viveva di speranza e godeva di un titolo di comunione colla Chiesa.

il galla ricevuto solennemente come catecumeno. Il Galla, di cui sopra si parlò più volte, non avendo potuto ricevere il battesimo prima della mia partenza, fu ricevuto catecumeno con grande solennità facendo in quel giorno un gran banchetto ai poveri; continuò sempre la sua penitenza di mantenere una famiglia povera, e di adoperarsi per la costruzione di una cappella e casa per il missionario, ed un’anno dopo poté ricevere con grande sua consolazione il S. Battesimo con alcuni di casa sua che non l’avevano [p. 284] ancora potuto ricevere. Così pure alcune figlie promesse in matrimonio ad infedeli, oppure mogli legate con un poligamo, ed altri in simili circostanze vivevano di speranze fino a tanto che cessassero gli impedimenti relativi al battesimo. Questa cerimonia era già stata progettata in Kafa, ma siccome là la posizione della missione era più netta, e vi era meno pericolo d’aposta- /274/ sia dei catecumeni, non fù addottata; ma fra i Galla il caso essendo diverso ho dovuto approvarla.

Intanto la missione di Nonno Billò, la quale non doveva oltre passare le due settimane, avendo perduto qualche giorno per le guerre sollevate da tutti i diavoli dell’inferno, aveva ripreso maggior vigore di prima. Così arriva sempre al demonio nella guerra co[n] Cristo. Così arriva sempre al demonio nelle sue guerre con Cristo e colla sua Chiesa. Se il demonio combatte nel perdere, Iddio che lo permette non è così, egli conduce la guerra alla sconfitta del demonio, ed alla corona dei suoi Santi. Iddio permise al demonio di vincere Cristo sino al Calvario, perché cola doveva stabilire il suo trono ed attaccarvi alla croce la condanna della sua eterna sconfitta, perché di là doveva sortire la condanna della Sinagoga divenuta sua prostituta. In seguito Iddio permise la guerra [p. 285] di tre secoli alla Chiesa Sposa di Cristo, ma perché voleva vederla coronata di milliardi di martiri, i quali dovevano occupare i milliardi di sedi perdute dai seguaci di Lucifero. Non sono questi sogni o vaneggiamenti, ma è questione di una storia che riempie questo mondo medesimo materiale di libri stati scritti a eterna confusione delle file sataniche dell’inferno scatenato.

il martirio dei cuori e delle coscienze. Eppure tutto questo non è che un millesimo della storia di martiri, che coronano questa nostra Chiesa Sposa di Cristo, storia che non si scrive in questo mondo, ma solo in Cielo, oh quanto è doloroso il martirio dei confessori! martirio che non si consuma in un giorno di vittoria, ma martirio di tutti i giorni, il quale si consuma nei secreti della conscienza e del cuore. Forze che non è un martirio di tutti i giorni la sola castità per chi sa conservarla? forze che non è un martirio quotidiano la sola pazienza col mondo, e massime col mondo dei nostri giorni? e l’umiltà di Cristo che tiene sotto il torchio l’orgoglio dell’animo nostro medesimo? Quanti martiri sorgeranno nel giorno finale per coronare la Chiesa Sposa di [di] Cristo, e seppelire nella vergogna eterna i tentativi degli spiriti immondi. Così vanno le cose in grande nella storia della Chiesa, e nel piccolo della nostra missione di Nonno Billò non andò diversamente; quei poveri [p. 286] penitenti già vinti una volta, e poi vincitori degli assalti dell’inferno; riposseduti un giorno dalle orde infernali, parlarono di nuovo il linguagio satanico contro Cristo, ma per un sol giorno, perché obligati a sloggiare dal cuore degli ossessi, una seconda volta da Cristo vincitore, zelo degli ossessi liberati dalle catene di satana appena furono essi liberi dalle catene infernali, chi può dire cosa non fecero? essi come altrettanti leoni fecero sentire le vittorie di Cristo e le sconfitte dell’inferno a tutto il paese di Nonno; essi non ebbero più riposo ne di [giorno], ne [di] notte nel predicare la fede di Cristo vincitore, e le vergognose sconfitte dell’inferno; mai la /275/ missione nostra fù tanto ricca di apostoli e di vittorie. Per due settimane, è più che durò ancora la missione di Nonno, i battesimi non solo dei bimbi, ma degli adulti dei due sessi non finivano più; essi passarono i cento e 60. furono le confermazioni.

non ho potuto darvi medicine perché spogliato di tutto Il mio solito [metodo] era sempre quello di rendermi utile non solo coll’istruzione ed amministrazione dei Sacramenti, ma anche coll’innoculazione dei vajvuolo, e colla cura di altre malattie, ma i due esili di Kafa e di Ennerea sconcertarono tutta la mia casa, ed in quel viaggio mi sono trovato affatto sprovisto, non solo di istrumenti, e di medicine, ma ciò che più [p. 287] mi rincrebbe era la mancanza di virus per l’innoculazione del vajvuolo, cosa che non è tanto facile a trovarsi; cari miei figli, dissi loro, avrei voluto compiacervi anche in questo, ma sapete che sono stato assassinato, e mi trovo colle mani vuote di tutto; epperciò lasciatemi partire; Passarono già tre settimane dal mio arrivo; in questo tempo avete pensato alle anime vostre, ma avete lasciato da un canto i vostri lavori di campagna; è tempo perciò che io me ne vada, affinche possiate ritornare ai vostri lavori manuali.

Parole di congedo, ed ordini dati Toccate di passaggio le cose temporali, sono passato alle raccomandazioni spirituali del ministero. Figli miei, dissi loro, io parto per qualche tempo, ma pensate che non parte Iddio, al quale avete promesso molte cose. Resterà quì un numero sufficiente di catechisti, ed appena arrivato in Lagamara io vi manderò un Sacerdote, il quale potrà battezzarvi, e celebrarvi la S. Messa. I vecchi conferiranno col catechista sul luogo e sul tempo più a proposito da farsi il catechismo, purché il catechismo si facia; colla sola condizione, che il catechismo [p. 288] dei maschi tanto vecchj che giovani sia a parte, da quello delle femmine. raccomandazioni ai padri e madri di famiglia Ho fatto quindi una lunga conferenza a parte ai vecchj, massime ai Padri ed alle madri, nella quale ho raccomandato col maggior calore possibile di fare in modo che le loro figlie non fossero più promesse a mussulmani in matrimonio ingannati da una falsa speranza di regali; quindi in pari tempo, che si guardassero dal domandare figlie mussulmane in spose ai loro figli; che questo venga considerato come una legge inviolabile nei consigli di famiglia. Ad ogni caso di bisogno, [soggiunsi,] meno male che le vostre figlie siano date ad un Galla, quando questi già avesse manifestato qualche inclinazione verso di noi, colla condizione che i figli siano cristiani. La gioventù sono l’avvenire del paese; Iddio vi ha fatto vedere coll’esperienza quanto il demonio cerchi queste future piante del nostro avvenire; quanto bene possono fare se sono con Dio, e quanto male, se sono col diavolo; abbiatene dunque cura.

/276/ raccomandazioni ai giovani Dopo aver parlato ai vecchi in particolare ho parlato ai giovani ed in particolari a quelli stati scandalosi e puniti; ho fatto a questi ultimi una parlata patetica da farli piangere; ho raccomandato loro [p. 289] di guardarsi dal demonio; cari miei, dissi loro, avete provato cosa vuol dire essere con Dio, e cosa vuol dire essere col diavolo; oggi siete liberati dalle sue catene con doppio miracolo; avete perciò due gran debiti da pagare, uno a Dio, compensandolo per le anime perdute col vostro scandalo, l’altro debito verso il vostro paese stesso che tanto avete danegiato e disonorato. L’unico rimedio è la penitenza, e le lacrime, quindi insegnare agli altri le vie di Dio. Come tutti sanno il male che avete fatto non temete [di] confessarlo in facia a tutti, e le vostre lacrime conosciute saranno un balzamo per guarire le piaghe dei cuori da voi guastati col vostro scandalo, ed otterranno da Dio nuovi lumi e nuove forze per combattere il demonio vostro grande nemico. Vorrei restare quì con voi, e passare con voi i giorni e le notti per custodirvi dal lupo: vorrei portarvi sulle mie spalle, e portarvi franchi sino al Cielo, ma voi sapete che ho altri figli altrove che mi aspettano da molti anni, e che alla fine voglio abbraciare, ma abbraciando quelli colla destra stringerò voi a sinistra sul mio cuore stesso che molto vi ama.

passo un’ora col galla catecumeno Fatta questa parlata ai giovani, ho voluto passare un’ora col mio vecchio Galla catecumeno: tu non sei ancora cristiano, gli dissi, ma sei vecchio [p. 290] e doppiamente vecchio per le cognizioni di Dio che hai aquistato, e per le storie curiose che hai veduto coi tuoi proprii occhj. colloquio col mio galla catecumeno e raccomandazioni Prima di tutto tu dovrai pensare a te stesso per aggiustare i tuoi affari con Dio che oggi hai conosciuto, e fare in modo di poter presto ricevere il s. battesimo, perché allora solamente sarai vero figlio di Dio e della Chiesa Sua Sposa; se Iddio mi accorderà questa grazia voglio venire io a battezzarti, e celebreremo allora le tue nozze con Dio, ed anche colla tua sposa da lui benedetta; allora, lasciati tutti gli alberi galla, faremo insieme due salti intorno all’albero della Croce che conoscerai ogni giorno [di] più. Fin là, se non sei ancora cristiano, sei vecchio, e come tale tu farai da Padre a questa mia gran famiglia di Nonno Billò. I giovani che insegnano il catechismo sono buoni, tu lo sai, ma sono giovani, ed hanno bisogno dell’esperienza del vecchio; dunque spero in te, che non sarai loro avaro di cure paterne.