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37.
Separazione dal segretario. A Beiruth.
Oriente cristiano e islamico.

partenza da Giafa
[5.4.1880]
Ciò detto a giustificazione della verità ritorno al filo della storia. Passati alcuni giorni dopo la partenza del mio Segretario per Alessandria e per Roma, arrivato in Giafa il vapore delle messaggerie francesi ho preso il posto per Bairuth con molti pellegrini, i quali, invece di prendere la strada diretta al Giordano per la Galilea alla volta di Nazzaret, han preso il partito di ritornare a Giafa per Kaïfa, strada molto più commoda e sicura di quella dei deserti della Galilea. Poche ore di navigazione bastarono per arrivare al golfo di Kaïfa, dove sbarcarono i pellegrini di Nazzaret e di Damasco. porto di Kaifa Come era verso la notte il Comandante non lasciò discendere i viaggiatori [p. 440] epperciò io non ho potuto vedere ne il Porto, ne la città di Kaifa: tuttavia da quel poco che ho potuto conoscere, il porto è molto migliore di quello di Giafa, sia in materia di ancoraggio, e sia ancora per lo sbarco. Kaïfa non ha un gran commercio, benché [sia] superiore a Giafa. Questo è il porto naturale della Palestina e dei Luoghi Santi, mentre il primo è lo sbocco che serve a tutta la Galilea, al lago di Genezzaret sino a Damasco. sua antichità È probabile che sia l’antico porto della Fenicia che ha portato l’antica civilizzazione e marina sino alla gran Cartagine emula di Roma, epperciò a quasi tutti i litorali dell’Africa del Nord e del Sud-ovest. Termi[na]to lo sbarco dei pellegrini, e finiti gli affari dell’ordinario commercio, che [non] manca mai, dopo poche ore, il nostro vapore levò l’ancora al più tardi verso le dieci di sera. [sbarco a] Bairuth
[6.4.1880],
Si continuò il viaggio per [per] Bairuth, e la mattina sul fare del giorno già eravamo ancorati in facia alla città, la quale, veduta dal mare mostra tutta la sua bellezza, perché, fondata essa sul pendio di una deliziosa collina nulla nasconde; anzi esaggera, e si direbbe più grande e più bella di quello che sia in realtà. Bairuth conta forze più di cento mille abitanti metà musulmani, e metà cristiani di tutte le razze e confessioni.

/369/ Questa città capitale del Liban e della Siria, ricca di produzioni per parte del suolo, e con un commercio abbastanza vivo, presenta un’importanza sotto ogni aspetto, per quanto può presentare una città del Levante sotto il governo della Sublime Porta. Anche il suo clima dolce e sano lascia niente a desiderare. suo porto Il solo porto non è in proporzione [p. 441] del suo movimento; esso è una rada con poco fondo in vicinanza della Città, ed i grandi bastimenti devono ancorare in alto mare. vani progetti Molti progetti sono stati fatti per migliorarlo, ma il governo è troppo povero per farlo a suo conto, ed [ed] è troppo incerto e pauroso per lasciare l’impresa a capitalisti stranieri, stando a quanto si dice in paese; così resterà sempre come si trova, meglio per noi, dicono i musulmani, così ci staranno lontano i cannoni nemici. Ancora una gran cosa manca a quella gran città, come a tutte le altre città dell’impero ottomano, è una scuola publica per la gioventù, essendo sempre vigente il gran canone del Profeta arabo = per noi basta il Corano = diceva il conquistatore di Alessandria quando [641] ordinò l’incendio della biblioteca dei Tolomei; l’ignoranza in verità è l’unico sostegno dell’islamismo, è tanto che basta per mantenere il popolo nella barbarie e nella corruzione. Come però in Bairuth si trova una gran popolazione Cristiana, questa sola avrebbe potuto pensare a se, ma è troppo abituata all’uso musulmano, e ciò che è più è troppo divisa in caste e nazioni.

il cattolicismo Il Cattolicismo è ricco di stabilimenti, tanto maschili che feminili; le sole Figlie di San Vincenzo presentano un bell’avvenire per la Chiesa cattolica. [cappuccini residenti dal 1626; ultima residenza dal 1.8.1868] Il nostro Ordine Cappuccino ha avuto uomini di grande azione, ed ha avuto là una parte nello sviluppo [socio-religioso]. Frà le congregazioni maschili, i Figli di S.t Ignazio hanno fatto uno stabilimento che avrebbe bastato per l’educazione dei giovani cattolici di quella città e contorni. Anche la Santa Sede ha creduto di secondare questo movimento [25.3.1881] accordando allo stabilimento di Bairuth il privilegio di università cattolica; e tutto prometteva un grande [p. 442] [un grande] sviluppo; nuovi germi di divisione in oriente ma ciò sarebbe stato possibile altrove, ma non in Oriente, luogo troppo vicino a Babilonia, dove esiste un germe pagano di divisione sotto il nome di nazionalità. Qui il greco, l’armeno, il caldaico, lo slavo, tutti si disputano la primogenitura frà i figli di Sem, ma è da riflettere che dopo Cristo, la primogenitura sacerdotale non è più ereditaria, calcolati i vincoli della carne, ma devoluta a colui che nella famiglia di Cristo, secondo Adamo rigeneratore, vocatur a Deo tamquam A[a]ron; nella Chiesa di Dio l’onore di capo di nazionalità è al solo Cristo; esistono famiglie più o meno numerose, ma la nazionalità è sempre una, perché uno è il battesimo, una è la fede, uno è Dio, et hic est /370/ qui baptizat Christus, da cui siamo nati. Il Cristiano quindi che calcola la nascita carnale più che la spirituale, egli indirettamente è apostata da Cristo nostro redentore, e dalla sua Chiesa nostra vera Madre. Tutto è variabile, e tutto è esaggerazione nel mondo [mondo] materiale, il solo Cristo, la sua fede, la sua dottrina è stabile ed eterna. Ecco la massima che avrebe potuto salvare l’Oriente, e renderlo forte.

la schiavitù araba Per mancanza di questa unità è venuta in oriente la schiavitù dell’immondo arabo, il quale ha tutto distrutto, riducendo ìl povero oriente ad una mandra di schiavi abbrutiti, ed il bel paese, dove ebbero luogo i grandi misteri, ad un lacrimevole deserto. rivalità fra i nostri Al mio arrivo in Bairuth, vedendo moltiplicarsi gli stabilimenti cattolici ho concepito [per] un momento grandi speranze di trionfo della fede e della Chiesa di Cristo, ma non ho tardato ad accorgermi subito del mio inganno: ho veduto che lo spirito di divisione fra i nostri stessi fratelli cattolici [p. 443] [ha prodotto] una certa rivalità che ci rendeva frà noi stranieri[:] frà noi nella stessa famiglia cattolica, sotto lo stesso nome di Cristo e del Papa, e ciò a solo titolo di diversa nazionalità; una simile divisione mi fece perdere ogni speranza di progresso cattolico nel povero oriente. Stabilimenti cattolici, nei quali esiste un capitale di scienza, di morale, e di spirito, i quali avrebbero potuto rigenerare la gioventù orientale e portarla ad un’altezza da nobilmente dominare sopra le masse musulmane medesime, invece di produrre l’effetto desiderato, [cercano di] sollevare all’opposto un bisogno di eriggerne altri delle loro rispettive nazioni, benché privi dei mezzi di educazione suddetta, unicamente per spirito di rivalità nazionale. giuoco degli arabi Comparso l’arabo furbo, il quale voleva metterci la fatale catena di schiavitù al collo per tutti condurci alla fatale perdizione, l’unica ancora di speranza era la Chiesa, a cui dovevamo unirci stretti, come l’unica che poteva salvarci, lasciando gli errori e le tradizioni nazionali che ci dividevano per perderci. Il nemico scaltro finse di favorirci per coglierci nella nostra debolezza, e così il povero Oriente diventò tutto arabo, sotto lo stendardo del mostro micidiale. Oggi in Oriente chi parla più di [di] nazione fuori dell’araba? Oggi le chiavi di Santa Sofia, e quelle stesse del S. Sepolcro, che costarono tanto sangue, in mano di chi [sono]?

una riflessione agli orientali Con ciò io non intendo di distruggere la nazionalità di un popolo qualunque cristiano, anzi tutto all’opposto intendo [di] sollevarlo e santificarlo di più colla sua nazione cercando di mettere al suo posto la nazionalità stringendolo maggiormente alla grande famiglia di Cristo che è la Sua Chiesa. Oggi, sortito dall’Africa, col sortire dal mare Rosso, dopo 35. anni [p. 444] di fatiche, cacciato dalla missione, arrivato in Egitto, /371/ dove è la gran sede patriarcale di S. Cirillo e di S.t Atanasio, io diceva frà me, in Egitto, divenuto provincia della Mecca? con una Capitale di centinaja di Moschee? dove neanche più può inalberarsi la Croce?

i patriarcati d’oriente Passato quindi alla Santa Città, dove è, diceva pure, il Patriarcato di Gerusalemme, dove lo stesso Santo Sepolcro di Cristo nostro Signore è sotto chiave, e non si può aprire, se non [che] pagando un tributo? dove i Pellegrini di tutto il mondo Cristiano arrivati devono ogni volta pagare per venerarlo? Dopo ciò non è così del terzo Patriarcato di Antiochia, dove neanche più esiste una Chiesa per segnale? Così [è] del quarto Patriarcato greco di Costantinopoli, dove la Sede Santa Sofia è la più grande moschea del Profeta arabo? dove da quattro gran minaretti si sta publicando il paganesimo della Mecca? Cristiani orientali, miei fratelli carissimi, che andate presso i sogni delle vostre antiche nazionalità, dove esse sono? L’arabo ha divorato tutti i vostri paesi, ed ha fatto dei vostri fratelli altrettanti arabi vostri mortali nemici. Io nella Chiesa di Cristo, sono un bel nulla, senza diritto di parlare, ridotto all’essere di semplice soldato, vinto nelle battaglie dai scismatici ed eretici, [ma permettetemi] ancora una parola, e poi lascio la dolorosa questione delle nazionalità orientali, divenute un vero sogno delle antiche Provincie cristiane orientali.

mie impressioni Fratelli dilettissimi, ho visitato l’Oriente, come un semplice viaggiatore suole visitare i ruderi di antiche città distrutte dalle guerre di micidiali nemici, voi siete i cari avvanzi delle cristianità fatte dagli apostoli, [ho] una bella notizia da farvi coraggio nella pugna tremenda che sostenete da molti secoli: Pietro, [p. 445] il Papa e suo apostolato a cui il nostro Signore ha dato l’incarico di confermare gli apostoli suoi colleghi, e con loro tutti i cristiani del mondo, egli è sempre vivo nei suoi successori; Pietro la cui fede non può mancare, perché fondata sopra la preghiera di Cristo, egli è sempre quella rocca incrollabile, sopra cui il divin Maestro nostro Signore ha edificato la sua Chiesa, come tutti sapiamo dalla parola stessa infallibile di Cristo riferita dal Vangelo. Pietro, [restò], dopo aver vinto in Roma la prima forza pagana del mondo con un mare di sangue proprio, dei suoi successori, e di molti milliaja di figli nelle battaglie apostoliche di oltre tre secoli. Oggi poi, dopo diecinove secoli, Pietro, per bocca di Leone XIII. suo successore, è sempre là col medesimo ardore a spedire in tutto il mondo milliaja di apostoli, senza dimentica[re] il povero Oriente. Il nuovo mondo d’America è presto tutta convertita a Cristo, con tutte le isole dell’Oceano. La parola dei successori di Pietro è arrivata all’estremo oriente alle razze immense dell’Indo Cina, le più ostinate nel paganesimo, dove i nuovi apostoli fanno sempre portenti incredi- /372/ bili, ed il sangue dei martiri si sta versando a fiumi, sempre colla stessa forza, e zelo. Tutto il mondo sta per divenire una sola nazione rigenerata a Cristo. Oh fratelli carissimi, Pietro, dopo Cristo, e il gran Padre della nazione cristiana, alla parola del suo successore, ed in lui finiscano tutte le questioni, divisioni, e rivalità.

i miei sogni in Bairuth Nel corso delle due settimane passate in Bairuth io non sognava altro che unione frà le diverse nazionalità, non solo dei nostri cattolici, ma anche degli eretici e scismatici, la di cui mancanza era unica ragione del poco profitto del nostro apostolato in Oriente: Fatta una comune in tutti i paesi d’Oriente, la popolazione cristiana rimasta dopo l’invasione araba maomettana, [p. 446] appena arriverà al quarto, parlando dell’impero Ottomano, e questo quarto [va] diviso in quattro nazioni, le quali innoltre, dove più, dove meno, ognuna conta una parte cattolica, o tendente al cattolicismo. il contatto dei musulmani Ora questa povera cristianità dopo dieci secoli di schiavitù sotto un governo, e fra una popolazione musulmana, ha dovuto perdere non solo la fede, epperciò anche la grazia, unico principio vitale del Cristiano, ma anche il sentimento ed amore proprio materiale, ed in gran parte la morale del cristianesimo. Essa è mantenuta solo da un resto di orgoglio nazionale esaggerato, e separato solo dal paganesimo arabo da poche abitudini esterne di culto, per se inefficace a salvarlo da una totale apostasia, massime in caso di crisi musulmana. Per essa la sola ancora di salute sarebbe stata la stretta unione colla Chiesa cattolica, dalla quale avrebbe trovato grazia ed ajuto presso Dio, e gli uomini. sforzi della Chiesa Sono incredibili gli sforzi fatti e che sta facendo la chiesa cattolica per salvare questi pochi avanzi di cristianesimo orientale; io stesso quando ho conosciuto l’oriente ho potuto averne un’idea giusta. Ma il povero cristianesimo orientale, assuefatto già dal tempo dell’arianesimo a battere la soglia dell’impero bisantino, ha amato meglio baciare le catene dell’arabo conquistatore. Dio voglia che la fine di questa lotta non sia di cadere nelle mani del scisma [del] Nord, il quale, almeno salverà il nome di razze Cristiane, lasciando in rovina le anime loro.

partenza per Smirne
[27.4.1880]
Con questi sogni di compassione verso tutte quelle caste cristiane, ho lasciato il bel cielo di Baïruth col primo vapore delle messaggierie francesi, che faceva vela per Smirne, altra città cospicua dell’Asia minore, dove trovasi un’altra missione nostra Cappuccina, con molti altri stabilimenti religiosi, al pari [p. 447] Baïruth e Smirne di Baïruth, Smirne però è una città ancor più grande, con un porto più felice, con un commercio più vivo. Baïruth è capitale della Siria, e Smirne dell’Asia minore. Non trattengo il mio lettore nella narrazione del mio viaggio da Baïruth a Smirne, come cose molto conosciute da noi, e scritte da molti con maggiore /373/ studio di quei paesi nella loro parte geografica, ne tanto meno ripeterò ciò che già è stato detto altrove, sia relativamente all’islamismo, e sia ancor più rapporto alle diverse sette cristiane d’Oriente, cose tutte che possono servire per tutto l’impero musulmano della Porta. Ottomana.

speranze future Per ciò che riguarda l’apostolato cattolico d’Oriente, basti il dire che nulla avvi a sperare riguardo ai tre quarti della popolazione già divenuta araba e musulmana. Tutta la speranza si riduce alle diverse sette cristiane infette o dall’eresia, oppure dal scisma. Ora, per ridurre questo poco di Cristianesimo al Cattolicismo, vale a dire a meno di una quarta parte dell’impero Ottomano, quanti secoli, quante fatiche [costarono] alla Chiesa di Cristo? Chi può numerar[l]e? Per chi ha compreso la fede di Cristo, la salute eterna di un’anima sola, è sempre un grande affare che la Chiesa non disprezza, quando vi è speranza di ottenerla, è la Chiesa non lascia di adoperarsi, come non lascia di adoperarsi per la conversione degli Ebbrei, e dei musulmani. Io in tutto il mio apostolato, conto un solo israelita, e dieci musulmani convertiti, e mi reputo felice della grazia ricevuta, grazia eguale a parecchj milliaja di Pagani [convertiti].

loro differenza relativa Ritornando ora alla differenza tra la Città di Bairuth, e la Città di Smirne, la prima, da quanto mi parve, benché difficile per la moltiplicità delle diverse nazioni delle quali è composta la città [p. 448] e suoi contorni, il carattere però delle sue popolazioni è più mite ed in certo modo maleabile, laddove [in] Smirne, benché il carattere delle popolazioni presenti più unità, il loro carattere è più altiero e molto più altiero e duro, essendo quasi tutta razza greca, anche la stessa parte già divenuta araba e musulmana. popolazione di Smirne In Smirne esiste una rispettabile colonia cattolica, antico deposito dei veneziani e genovesi, il quale è abbastanza fermo nella fede, ma la parte maggiore della popolazione cristiana, [essa] è greca scismatica molto difficile a convertirsi, perché piena di orgoglio nazionale. Circa i due terzi della popolazione di Smirne poi [essa] è divenuta tutta araba e musulmana, anche di razza greca, epperciò molto difficile [alla conversione]. All’opposto in Baïruth, il carattere delle popolazioni essendo più mite, e le razze molto divise frà loro, l’islamismo è meno potente, ed in caso di crisi religiosa per parte del partito arabo, esiste là la parte maronita molto numerosa, e tutta di cattolicismo antico, se non sarà sufficiente per vincere, potrà sempre paralizzare la crisi. rivoluzione araba Ho voluto trattenere il mio lettore in queste specialità, perché la crisi araba da me supposta potrebbe anche essere vicina, se il fuoco che si sta sviluppando nel Suddan e nel Sennar, arriverà ad impadronirsi dell’Abissinia, dell’Arabia, e si impadronirà della Mecca /374/ sotto titolo di riforma, perché in tal supposto si solleverà tutto l’Oriente musulmano contro la porta ottomana considerata come linea eretica ed illegittima.