Sabato 15 agosto, KalendaMaya a Vezzolano

De Lonhy Libro d'Ore di Saluzzo
Antoine de Lonhy, Miniatura dal Libro d’Ore di Saluzzo, Torino, Palazzo Madama.

L’Associazione Gli Invaghiti ETS, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali del Piemonte, organizza per la festività dell’Assunzione presso la Canonica Regolare di Vezzolano (AT) il giorno

sabato 15 agosto
alle ore 21.00

Un programma davvero particolare che verrà eseguito dall’ensemble vocale e strumentale Gli Invaghiti e che riproporrà la pratica devozionale del Libro d’Ore nel Piemonte tra il XV e XVI secolo.

Il concerto fa parte di Kalendamaya – festival internazionale di Cultura e Musica Antica XVIII ed.

Ingresso ad offerta libera e prenotazione del posto consigliata scrivendo a concerti@invaghiti.info

Il concerto sarà preceduto

alle ore 20,15
dalla visita guidata al complesso monumentale
a cura di Maurizio Pistone
Associazione La Cabalesta

Scarica la locandina →

Vengo a Te, Madre Maria

La tradizione dei Libri d’Ore nel Piemonte
tra il XV e XVI secolo

La pratica devozionale delle preghiere nella dimensione cattolica privata e “domestica” attraverso l’utilizzo di un piccolo libro di preghiere secondo l’uso del rituale Romano e di Parigi è un fenomeno che prende piede a partire dalla prima metà del XIII secolo e che avrà molto successo nella Francia del 1400 e nei territori confinanti con essa.

Il nome di “Ore” prende spunto sia dalla stessa origine della parola che indica le preghiere/orazioni ma, soprattutto, dalle ore canoniche in cui è divisa la giornata secondo l’officiatura liturgica (Mattutino, Lodi, Ora Prima, Ora Sesta, etc.) e viene accettato dalla Santa Sede quale strumento riferibile alla dimensione delle devozioni popolari (così come accaduto per la via Crucis), sicuramente attribuibili al diffondersi ed affermarsi del francescanesimo nell’Europa Cattolica.

Il fenomeno ha un tale successo che tutti i nobili posseggono un libro d’Ore il quale viene spesso miniato anche da artisti illustrissimi come ad esempio Jan Van Eyck (Torino, Biblioteca Reale) oppure da Peronet Lahmy e Antoine Lohny (Londra, British Library) e, allo stesso modo, i testi vengono anche affidati a musicisti che lavorano, così come i sovra citati miniatori, presso le corti degli stessi nobili e ai quali viene richiesto di rafforzare il sostegno e l’efficacia della preghiera attraverso la musica quale strumento (a tutti gli effetti) di forte potere evocativo al fine di elevazione e sensibilizzazione di una spiritualità medievale che risente delle influenti personalità di Tommaso d’Aquino, di Francesco d’Assisi e di tanti altri cosiddetti “rinnovatori” appartenenti alla sfera della religiosità cristiano/cattolica.

Il culto di Maria, cuore pulsante della spiritualità francescana viene ancora decantato con inni, invocazioni e laudi, allo stesso modo l’Ufficio della Croce e della Passione vive un grande momento di intensità musicale secondo l’ispirazione di Francesco d’Assisi di cui ricorre l’800° anniversario della “morte corporale”.

La musica, che sempre accompagnava i momenti ufficiali dello Stato quanto quelli della ritualità, segue allo stesso modo l’affermarsi della nuova moda definita “oltre montana” o fiamminga e così, oltre ai pittori e scultori, arrivano anche i musicisti dal nord della Francia e si stabiliscono nelle più importanti corti d’Italia.

Prendendo spunto dalle preghiere inserite nel libro d’Ore, riscostruiamo un percorso musicale legato alla spiritualità dell’ascolto dove non la manifestazione dello sfarzo nelle nobili vesti e drappi ma la percezione di “sfere più sottili” riusciranno ad avvicinare il pubblico ad una dimensione decisamente più vicina a quella dell’uomo tardo medievale e della Rinascenza.

Programma

  • Antifona mariana
  • Guillaume Dufay (1397 – 1474)
  • Ave Regina Caelorum I 
  • Hans Gerle (1500 – 1570)
  • Ich klag den Tag
  • Ufficio delle Ore delle Letture
  • Heinrich Isaac (1450 c. – 1527)
  • De Nativitate Mariae – Diffusa Est Gratia
  • Ufficio delle Ore – Lodi mattutine
  • Josquin Desprez (1450 c. – 1521)
  • Tu Solus Qui Facis Mirabilia
  • Ufficio delle Ore dell’Ora Prima
  • Anonimo
  • Puer Natus – gregoriano
  • Ufficio delle Ore dell’Ora Sesta
  • Heinrich Isaac
  • Epiphaniae Domini – Ecce Advenit Dominator
  • Ufficio delle Ore della Compieta
    & Piccolo Ufficio
    della Beata Vergine Maria
  • Anonimo
  • Te Lucis Ante Terminum – Inno gregoriano IV secolo
  • Johannes da Pinerol (1467 c. – 1515)
  • Surge Propera
  • Invocazioni mariane anonime
  • Mariam Vox, Mariam Cor 
  • Frater Petrus (XV secolo)
  • Ave Maria, Virgo Serena
  • Jacobus Folianus Mutinensis – Don Nicolò (XV – XVI secolo)
  • Vengo a te, Madre Maria
  • Ufficio delle Ore della Croce
  • Venanzio Fortunato (530 – 609)
  • Vexilla Regis – inno Gregoriano VII secolo
  • Josquin DesPrez (1450 c. – 1521)
  • Qui Velatus Facie Fuisti
  • Francesco da Milano (1497 – 1543)
  • Ricercari
Gli Invaghiti

Ensemble GLI INVAGHITI

  • Teresa Nesci, Soprano
  • Ivana Negro, Mezzosoprano
  • Fabio Furnari, Tenore e Direzione
  • Luciano Bonci, Tenore
  • Carmelo Luca Sambataro, Flauto e Baritono
  • Liliana Andrea Ottapri, Flauti
  • Francesco Olivero, Liuto
  • Angelo Lombardo, Viola da gamba

Nata da un’idea di Fabio Furnari nel 2008, insieme all’associazione che porta lo stesso nome, la formazione vocale e strumentale de Gli Invaghiti promuove la diffusione di antiche partiture e ricostruzioni storiche che affrontano i repertori dell’immenso patrimonio musicale europeo e dell’area mediterranea.

Più di 40 programmi e 500 concerti realizzati in Italia e all’estero, alcuni dei quali trasmessi dalla RAI – Radio Televisione Italiana, RSI – Radio Televisione Svizzera, sotto la direzione di famosi direttori e profondi conoscitori dei vari repertori affrontati, in un’ottica di grande dinamismo e approccio filologico.

Tale è la scelta che spinge Gli Invaghiti a riscoprire pagine antiche e particolari, abbinandole a ricostruzioni storiche e storico-artistiche, al fine di recuperare importanti episodi della storia. Il suono, la parola ed il contesto vengono riportati alla luce, al fine di dar la possibilità, a chi ne fruisce, di percepire, attraverso la musica, il profondo dialogo in cui tutti gli elementi che costituiscono l’Arte si pongono in dialogo fra essi.

Il nome stesso de Gli Invaghiti si rifà al concetto di centro filantropico dove l’uomo produce ed emana Cultura così come anticamente fu concepito e forgiato nella rinascimentale Mantova dei duchi Gonzaga.

Bisanzio, il mondo greco e latino, la musica italica e fiamminga, la Rinascenza ed il Barocco acquistano una nuova prospettiva di ascolto attraverso la visione proposta da Gli Invaghiti.

Una formazione che può variare dal piccolo ensemble vocale e strumentale fino alla massima formazione costituita da solisti, coro e orchestra barocca per poter affrontare anche le pagine più poderose della storia della Musica.

Presepe di Vezzolano 2025

a Santa Maria di Vezzolano
(Albugnano AT)
torna il Presepe
di Anna Rosa Nicola
Domenica 7 dicembre 2025 – Domenica 1° febbraio 2026

Natività

Inaugurazione ufficiale
Lunedì 8 dicembre
Festa dell’Immacolata

  • Ore 10-17: Visita libera al grande Presepe artistico di Anna Rosa Nicola
  • Ore 10,30: Santa Messa celebrata dal Parroco di Albugnano e Abate di Vezzolano Padre Piero Trabucco
  • Ore 15: Inaugurazione della manifestazione
    • Saluti della Direzione di Santa Maria di Vezzolano e del Sindaco di Albugnano Aurora Angilletta
    • Presentazione del nuovo Presepe
    • Presentazione dei prossimi restauri cui sono destinate le offerte dei visitatori
    • Concerto di Natale con grandi e piccoli fisarmonicisti:
      • 
Orchestra ASE’ dei bambini di ASTI diretta dalla Maestra Elena Enrico
      • 
Fisorchestra Freluchet del CFM di Torino diretta dal Maestro Stefano Arato
  • Per tutta la giornata: ad Albugnano, nel cortile dell’antica canonica della Parrocchia: 
Mercatino di Natale
Banco della frutta

Orari di visita

  • La Chiesa e il Presepe di Vezzolano sono aperti da Domenica 7 dicembre 2025 a Domenica 1° febbraio 2026 nei giorni di Venerdì, Sabato, Domenica e festivi infrasettimanali, dalle 10 alle 17 con orario continuato.
  • Giovedì 25 Dicembre, Natale, orario 10-12,30, 15,30-17.
  • Per i gruppi possibilità di visita da martedì a giovedì su prenotazione (→ info@lacabalesta.it) in base alla disponibilità di volontari.
  • Lunedì: giorno di chiusura

IMPORTANTE

Informiamo i gentili visitatori che in taluni momenti, soprattutto nelle ore pomeridiane delle principali festività, a causa del grande afflusso di pubblico sono possibili lunghi tempi di attesa.

In caso di grande affollamento, i visitatori saranno pregati di non soffermarsi nel Presepe oltre il tempo necessario (circa 40 minuti) in modo da garantire un adeguato deflusso.

Gli organizzatori si impegnano a garantire la visita al maggior numero possibile di persone nel rispetto delle capienze previste per i diversi ambienti.

Per informazioni: 349 577 2932

Vezzolano sul crinale della storia

Ugo e Urbano II a Cluny
Papa Urbano II e l’abate Ugo consacrano l’altar maggiore della chiesa di Cluny

Da Vezzolano si vede l’Europa
Dario Rei

Trascrivo qui, con minime correzioni e integrazioni, il mio intervento all’incontro di presentazione del volume di Dario Rei

Vezzolano visibile/invisibile. Una guida immaginaria

che si è tenuto il 9 febbraio 2025 nella Sala del Consiglio Comunale di Castelnuovo don Bosco…

→Scarica il PDF

Ultimi giorni al Presepe di Vezzolano

Natività

Orari di apertura

  • Venerdì, Sabato, Domenica e festivi dalle 10 alle 17 con orario continuato
  • Da Martedì a Giovedi, Apertura su prenotazione per gruppi di almeno 10 persone, in base alla disponibilità dei volontari

Ingresso gratuito

I visitatori potranno lasciare liberamente offerte per il restauro di opere d’arte da salvare

Una parte del ricavato sarà devoluto anche all’allestimento di un ospedale pediatrico e per maternità gestito dalle Teresina Sisters in Tanzania (→ teresinamissionary.org) Congregazione fondata nel 1935 da Monsignor Francesco Cagliero, missionario della Consolata nativo di Castelnuovo don Bosco.

Per informazioni e prenotazioni:

“Sole e Luna” di Chiara Ajmone Marsan


Come sa bene ogni lettore di favole, l’eroe che parte alla ricerca di un bene prezioso — principessa, tesoro o sacro calice che sia — deve affrontare un lungo cammino non privo di ostacoli e ritardi prima di giungere alla meta desiderata.

E così è stato per noi, protagonisti di quella che si è rivelata una sorta di avventura ricca di risvolti fiabeschi.

È una tarda mattinata di inizio febbraio, gelida ma soleggiata, il fiato si condensa in bianche nuvolette e noi quattro siamo imbacuccati come per una spedizione al Polo Nord.

— “Te la ricordi ancora la strada?”

— “Quasi quasi prendo anche sciarpa e guanti.”

— “Non dimenticare il navigatore anche stavolta!”

— “Dicono che si debba spaccare il minuto o si manca lo spettacolo…”. Ecco, siamo finalmente pronti, si parte, Federico alla guida.

Pino, Chieri, Andezeno, Moriondo, una discesa tutta curve fino a Castelnuovo Don Bosco. Alla prima indicazione, si svolta in una stradina che pare ricondurre in paese, ma no, alla rotonda ci si inerpica su per una salita, le case si rarefanno e a mano a mano le onde infinite delle colline del Monferrato si spiegano a ventaglio davanti ai nostri occhi; un campanile svetta in lontananza, un castello imponente corona un paese, a perdita d’occhio la geometria ordinata dei vigneti. La strada ora scende, ora sale, ora curva: procediamo in totale solitudine, nessuna auto ci supera o ci viene incontro e il silenzio cala sulla compagnia, intenti come siamo ad ammirare il brullo paesaggio invernale che conserva tuttavia una dolcezza che incanta.

— “Siete sicuri che si debba andare ancora avanti?”, a Giovanna, ansiosa, pare che la nostra meta sia stata ormai superata. Col navigatore dimenticato a casa, procediamo alla cieca.

Fortuna vuole che incrociamo un ciclista solitario cui riusciamo a chiedere indicazioni. Stretto dialetto piemontese: sì, abbiamo oltrepassato il bivio di Albugnano da un bel pezzo; sì, dovevamo svoltare a sinistra, “venta calè giù”, bisogna scendere, e troveremo il tesoro che cerchiamo.

Eccoci a rifare il percorso a ritroso, curve, tornanti, discese, rettilinei, in fretta, più in fretta, non possiamo sbagliarci, impensabile mancare proprio questo appuntamento.

“Che ora è?” chiede Francesca con apprensione: sono le due, siamo ancora in tempo.

Finalmente compare il cartello giallo che non abbiamo scorto prima.

L’auto procede lenta lungo la stretta discesa, un’altra curva, la abbandoniamo con sollievo in uno spiazzo e via di corsa lungo il sentiero sterrato.

In fondo alla conca, invisibile dalla strada, come un gioiello troppo prezioso per essere mostrato a chiunque, la sorpresa dell’abbazia di Vezzolano adagiata — o meglio, acquattata— su un prato fitto di meli, due palme sottili a farle da sentinella, a circondarla la quinta verde dei boschi.

Armonia celeste di forme romaniche, calore del mattone e delle tegole in ogni sfumatura di rosso e rosa, fasce chiare di arenaria e colonnine sottili a ingentilirne la facciata. Federico, nella parte di cicerone, ci guida ad osservare i tre bacili incastonati nel muro (“Ma davvero vengono dall’oriente?”), l’eleganza della bifora, l’originalità della lunetta dove lo Spirito Santo-colomba sussurra un segreto all’orecchio della Vergine.

Ci spiega che durante il restauro si sono trovati resti di azzurro lapislazzuli, di verde, di nero (“Pensate, i capelli della Vergine erano rossi!”), così che agli occhi dei suoi contemporanei la facciata doveva presentarsi meravigliosamente sfavillante di colori.

“Presto, venite! È ora!”, Francesca è già sulla soglia e ci invita all’interno.

Dentro alla chiesa il freddo è quasi più pungente che all’esterno; oltre il nartece, dove Giovanna si attarda a osservare le sculture del pontile, si è radunata una piccola folla immobile e composta che, come noi, è in attesa quasi col fiato sospeso, gli occhi fissi sull’abside.

Improvviso, lo spettacolo sorprendente si ripete secondo un secolare, magico copione: attraverso la bifora della facciata, un raggio di sole del primo pomeriggio si fa strada fino all’abside e inonda dapprima la statua dell’angelo a sinistra, sceso ad annunciare a Maria — “angelus domini nuntiavit Mariae” — che Cristo, luce del mondo, nascerà dal suo grembo; poi lentamente, come se una regia precisa e invisibile lo dirigesse, si sposta sul lato destro ad illuminare la statua della Madonna di un chiarore quasi trascendente.

Nessuno parla, nessuno scatta fotografie, affascinati come siamo tutti da un prodigio che si ripete da secoli, in una fusione perfetta di astronomia e architettura del tutto inaspettata in questo angolo nascosto del Monferrato, lontano dai percorsi turistici più conosciuti, gemma sopravvissuta nel tempo a trasmettere la sua antichissima lezione di cultura e bellezza.

E quando l’abside torna in ombra, la piccola folla silenziosa si disperde quasi di malavoglia, qualche bisbiglio appena, tutti quanti ancora sotto l’incantesimo dello spettacolo cui abbiamo avuto il privilegio di assistere.

“Pensate, ragazze, — riprende sottovoce Federico, mentre ci avviamo lentamente verso il chiostro — pare che la chiesa sia stata costruita, più che in asse con il sole, in corrispondenza del levarsi della luna che, lo ricorderete di certo, era uno dei simboli della Madonna, di cui l’abbazia porta il nome…”. E conclude, emozionato e quasi commosso: “E noi, dopo centinaia d’anni, siamo ancora qui ad ammirarla, pur senza poter dare neppure un nome e un volto a coloro che la progettarono né alle maestranze che la costruirono!”.

Natale an Soran 2024

a Vezzolano
(Albugnano AT)
torna il Presepe
di Anna Rosa Nicola
7 dicembre 2024 – 2 febbraio 2025

Natività

Domenica 8 dicembre
Festa dell’Immacolata
e preparazione del Natale

  • Ore 10-17: Visita libera al grande Presepe artistico di Anna Rosa Nicola
  • Ore 10,30: Santa Messa celebrata dal Parroco di Albugnano
    • Benedizione dell’altare restaurato nella Cappella di San Maurizio
  • Ore 15: Inaugurazione della manifestazione
    • Saluti istituzionali
    • Presentazione del nuovo Presepe e del restauro realizzato con le offerte dei visitatori alle precedenti edizioni
    • Presentazione del volume di Anna Rosa Nicola Il mio presepe come specchio dell’anima Edizioni Gente&Paesi
    • Ore 16,00: Concerto di Natale del Coro Parrocchiale di Valle Ceppi (Pino Torinese)
Anna Rosa e il Presepe

Orari di visita
La Chiesa e il Presepe di Vezzolano sono aperti da sabato 7 dicembre 2024 a domenica 2 febbraio 2025 nei giorni di Venerdì, Sabato, Domenica e festivi infrasettimanali, dalle 10 alle 17 con orario continuato.
Il 25 Dicembre, Natale, orario 10-12,30, 15,30-17.
Per i gruppi possibilità di visita da martedì a giovedì su prenotazione (→ info@lacabalesta.it) in base alla disponibilità di volontari.
Lunedì: giorno di chiusura

IMPORTANTE

I gentili visitatori tengano presente che in taluni momenti, soprattutto nelle ore pomeridiane delle principali festività, a causa del grande afflusso di pubblico sono possibili lunghi tempi di attesa.

Alcune criticità potrebbero verificarsi nelle seguenti date:

  • Domenica 22 dicembre (ore 15 concomitanza con un evento musicale)
  • Giovedì 26 dicembre (Santo Stefano)
  • Mercoledì 1° gennaio
  • Domenica 5 gennaio
  • Lunedì 6 gennaio (Epifania)

In caso di grande affollamento, i visitatori saranno pregati di non soffermarsi nel Presepe oltre il tempo necessario (circa 40 minuti) in modo da garantire un adeguato deflusso.

Gli organizzatori faranno il possibile per garantire la visita al maggior numero possibile di persone, ovviamente nel rispetto delle capienze previste per i diversi ambienti.

Per informazioni: 349 577 2932

Gerberto e gli altri

La scienza medievale
e le ipotesi sull’orientamento astronomico
della chiesa di Vezzolano

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Nella chiesa di Vezzolano, nella cosiddetta “Sala capitolare” attigua al chiostro, vi è da anni un’esposizione didattica che illustra un’interpretazione dell’architettura del monumento a partire da considerazioni astronomiche e geometriche.

Si sostiene tra l’altro che l’asse principale della chiesa è stato progettato in modo da indicare il punto dell’orizzonte corrispondente al → lunistizio estremo superiore, cioè il punto più a nord in cui sorge la luna al momento della sua massima declinazione.

Si dice inoltre che la pianta della chiesa è stata generata a partire dalla decagono regolare, detto il “Poligono di Dio”.

Maurizio Pistone ha cercato di contestualizzare quest’ipotesi nella cultura scientifica dell’epoca, per compredere se effettivamente questo poteva essere un obiettivo comunemente perseguito nella progettazione delle chiese, e se il ceto ecclesiastico possedeva le competenze scientifiche necessarie.

In particolare viene illustrata la figura del più importante intellettuale della fine del X secolo, Gerberto di Aurillac (ca 945 – 1003), scholaticus (insegnante) nella scuola della cattedrale di Reims, poi arcivescovo di Reims, abate di Bobbio, arcivescovo di Ravenna, infine papa col nome di Silvestro II.

Per iniziativa della Biblioteca della Rete Romanica di Collina i risultati di questa ricerca saranno presentati al pubblico

Sabato 26 ottobre 2024 alle ore 10

nei locali del Chiostro della Chiesa di Vezzolano. In tale occasione verrà anche distribuito un quaderno con una sintesi dei risultati.

Un testo più dettagliato, con indicazioni bibliografiche, è già disponibile e può essere scaricato dal sito della → Cabalesta e dal servizio → Academia.edu.

Prossimi eventi
in Alto Astigiano

Sabato 18 maggio 2024 ore 10,30
Vezzolano, Comune di Albugnano

Patrimonio culturale e identità dell’Europa
Dal romanico di Vezzolano un percorso sull’identità storica e culturale dell’attuale Europa

La conversazione a cura di Dario Rei si terrà nella foresteria della Canonica regolare di Santa Maria di Vezzolano

→ Scarica la locandina

Da Venerdì 24 a Domenica 26 Maggio
Castelnuovo don Bosco

III edizione del
Festival letterario musicale e teatrale
“Madonna del Castello”

Il tema di quest’anno è
Sconfinare

→ Vai alla pagina del festival

Domenica 2 Giugno
Vezzolano, Comune di Albugnano AT

Concerto
Songs of Hope

Coro Femminile
VocinCanto
Pietro Mussino direttore

→ Scarica la locandina col programma