Storia dell’antica Abbazia e del Santuario
di Nostra Signora di Vezzolano
Del Sac. Cav. Antonio Bosio

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Alcune aggiunte.

A pagina 20 dissi che fregia il collo di Carlo Magno l’Ordine di S. Michele, composto di conchiglie senza la medaglia. Dalla fondazione di detto Ordine si potrà arguire più approssimativamente l’epoca in cui furono eseguite queste statue.

Dalle storie degli Ordini Cavallereschi si conosce, che venne ideato da Carlo VII, Re di Francia dal 1422 al 1461, e si vuole che adornasse il suo petto di una collana formata di conchiglie d’oro e che il suo successore Luigi XI formalmente lo creasse il primo d’agosto 1469, e gli aggiungesse la medaglia coll’Arcangelo S. Michele sopra una rupe in atto di cacciare il demonio.

Parlando a nel testo rif. errato a p. 29 pag. 26 dell’insigne Priorato di Santa Fede aggiungerei, che sul principio del secolo XVI era Priore un Antonio Provana figlio di Melchiore, come si ha da un istrumento inserto nelli statuti di Chivasso stampati nel 1533.

Non posso aderire all’opinione di chi dice S. Fede edificata nel secolo XIII dal Cardinale Guala Bicchieri morto nel 1227, tanto più, che questo dovizioso e largo prelato vercellese nel suo ultimo testamento, fatto in quell’anno in Roma, fra le molte chiese, che benefica in esso quella di Santa Fede è fra le ultime, e le meno favorite lasciandole soli soldi tre, il che non avrebbe certamente fatto se fosse stata da lui eretta.

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Pag. 87.

Al dì 2 giugno 1509 nell’abbazia di Vezzolano si fece un istrumento rogato Carboni con cui Antonio Asinari del fu Alessandro dei Signori di Costigliole d’Asti fa donazione a suo fratello Gilardino di tutti i suoi beni e ragioni, essendo per prendere gli Ordini Sacri. Forse era per entrare nell’Ordine Agostiniano. Carta negli archivi di Casa S. Marzano, comunicazione avuta per gentilezza del Signor Pietro Viarenzo mio amico.

Fra li Priori di Rivo Martino a Settimo, si deve annoverare il Chierico Francesco Maria Cibo Genovese, al quale fa conferta questa Chiesa, detta Priorato, addì 6 ottobre 1531 per la morte di D. Gio. Maria Nel testo: Biglione
vedi Correzioni
Bigliore.

Nel 1679 alli 8 d’Agosto fu nominato D. Pietro Francesco Appendino Priore di quel Beneficio semplice. Queste due nomine si trovano nell’Archivio dell’Arcivescovado Torinese.

A pag. 111 aveva detto, che secondo le informazioni avute, S. E. Monsignor Mossi tumulato al Torrione aspettava tutt’ora una lapide; ora godo di poter dire, che, dietro più recenti relazioni fu posta un’iscrizione a quel benemerito.

Nell’istessa pagina e nella continuazione della nota dissi, che la fede di battesimo di detto prelato era del 1742, e che perciò, essendo morto nel 1829 contava 87 anni invece di 77, che gli venivano attribuiti. L’atto di nascita benissimo non sarà sbagliato, ma può ben darsi il caso, che questa fede appartenesse ad un suo fratello nato in quell’anno, il quale /248/ essendo morto fanciullo se ne fece rivivere la cara memoria rinnovando li stessi nomi in un altro nato dieci anni dopo. Nel testo: E È perciò meglio lasciare in sospeso tale giudizio.

A pag. 136 debbo aggiungere, che il Conte Gio. Michele Vergnano Fuselli fu anche autore della seguente commedia: La Forza d’Amore, comica ricreazione con una tirata fra il Dottore e Celio. Dedicata al Signor D. Gio. Battista Ripa Nel testo: Buscetto e Ciglione
vedi Correzioni
Buschetto Marchese di Giaglione e Meana, dell’Isola di Tasso, Commendatore di S. Benigno di Cuneo e Colonello del Battaglione Urbano. Torino 1710. Fratelli Zappata, in-16mo.

Infine vi sono annunziate diverse altre commedie.

Nella Cappella sotterranea della Basilica Magistrale vi è un frammento d’iscrizione del 1688, che appartiene al medesimo o ad alcun prossimo parente.

Era Conte del Villar e Bayrols nel Nicese, Capitano Comandante del Battaglione di Urbano.

Questi brevi cenni ho creduto bene pubblicare per chi si occupa di bibliografia patria.

Nel 1647, Martino Facio era Curato di Cinzano nei Sinodi di M. Bergera. Nel 1717 Costanzo Gianella. 1727, Sebastiano Rosso di Cinzano, poi D. Pietro Armandi di Torino Rettore, 1806 Giuseppe Comollo Rettore.

Pag. 172.

Fra li Parroci noterò D. Lorenzo Viarizio Preposto di Berzano nel 1649. Un D. Viano nel 1783: D. Gio. Gamba Curato sul principio del presente secolo. Regge attualmente la cura il Prevosto D. Giuseppe Priotti.

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A pag. 173 e 187.

Nel testo: Signor Carlo
vedi Correzioni
Il signor Carlo di Simiana di Albigny in Provenza era quartogenito di Bertrando Raimbaldo V, e venne ai servizio di Emanuel Filiberto, che gli diede in isposa la sua figlia Donna Matilde; ebbe in feudo Mareto e Roatto, fu giustiziato segretamente nel castello di Moncalieri nel 1608 ai 17 febbraio, si crede per fellonia, sepolto però con tutti gli onori addì 20. Ma la sua discendenza mascolina non potè oltrepassare la seconda generazione, poichè il suo figlio unigenito Carlo Emanuel Filiberto, marito di Giovanna Arborio di Gattinara, il quale acquistò nel 1651 Montafia, eretta in principato da Clemente X, Nel testo: Alteri
vedi Correzioni
Altieri, come feudo ecclesiastico addì 27 agosto 1673 colla prerogativa della zecca, che per altro non fu mai, per quanto consta, esercitata, ebbe solamente da sua moglie alcune figlie e Carlo Gio. Battista, Cavaliere della SS. Annunziata, e fu il primo, che s’intitolò principe di Montafia. Quest’ultimo ebbe due mogli, Giovanna Maria Grimaldi del Valentinese, figlia d’Ercole, Principe di Monaco. La seconda Anna Vittoria Isnardi di Caraglio, vedova del Marchese Carlo Emanuele Graneri della Roccia, morta il 31 agosto 1724 e sepolta in S. Francesco di Paola nel tumulo dei Graneri. L’unico figlio, che ebbe fu Onorato, Marchese di Castelnuovo, premorto al Padre, quindi l’eredità dei Simiana passò nelle diverse figlie.

A pag. 190.

Era parroco di Cinzano l’Avvocato Giovanni Battista Sacchetto, dottor collegiato di Leggi come dalli Statuti del Collegio dei Giurisconsulti stampati nel 1680.